Gustatio

Il Grechetto: il vino umbro del vivere quotidiano

Si divide in due grandi famiglie differenti per profumo e sapore: quello di Orvieto e quello di Todi, che viene detto anche "gentile"

Roma – Greco bianco di Perugia, greco spoletino, pulce, occhietto, strozzavolpe. Sono questi alcuni nomi con cui il popolo umbro chiama il vitigno grechetto.

Il grechetto è una famiglia di uve a bacca bianca tipico dell’Italia centrale, in particolare, della regione Umbria dove ha trovato il territorio ideale per esprimere tutte le sue potenzialità.

Nel territorio umbro, il grechetto, si divide in due grandi famiglie, che differiscono anche in profumi e sapori, quella del grechetto di Orvieto e quella del grechetto di Todi, detto anche grechetto gentile.

Questo perché sul registro nazionale delle varietà di vite il grechetto di Orvieto è segnato con la sigla G109, mentre il grechetto di Todi è segnato con la sigla G5.

Quando si parla di “Grechetto”, si fa sempre riferimento a quello di Orvieto per via della più grande estensione territoriale su cui sono coltivate le viti.

Importato dai coloni che popolavano un tempo la Magna Grecia, oggi è considerato un vitigno autoctono della regione Umbria, seppur coltivato in minima parte nelle regioni Marche, Toscana, Lazio e Abruzzo.

Utilizzato in uvaggio come base per altre DOC della regione come l’Orvieto, l’Assisi, il Colli Trasimeno, è anche utilizzato come base per il Vin Santo di Montepulciano.

Al giorno d’oggi, la vinificazione di questo vitigno si sta evolvendo, vista la sua grande adattabilità, può essere affinato in botte, utilizzato nella versione passita, ed anche affinato in barrique.

Grazie a questi diversi tipi di vinificazione, il grechetto, sui mercati nazionali ed internazionali, sta ricevendo un apprezzamento ed una rivalutazione come mai in precedenza.

La bottiglia presa in esame è una classica bottiglia per vini bianchi, della cantina Falesco, una delle più apprezzate sia a livello nazionale sia a livello europeo per la qualità dei suoi vini.

Il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini, segno che non è stato affinato in botte.

Al naso si presenta con profumi di frutta esotica e mandorla.

Al palato si presenta fresco, sapido, di buona struttura e sufficientemente alcolico.

E’ il vino bianco mediterraneo per eccellenza, che sprigiona tutti i sapori tipici che si possono trovare nelle terre d’Italia.

I migliori abbinamenti per questo vino sono quelli con il baccalà, con le carni bianche e con lo zafferano.

Gli umbri, però, utilizzano questo vino bianco nella loro quotidianità facendo un abbinamento di concordanza, seppur ardito, con la pasta al pomodoro. 

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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