Il video con cui Licia Colò annuncia di liberare nel mare di Ostia i granchi venduti vivi in un supermercato di Casal Palocco oltre a smuovere le coscienze degli ambientalisti ha mandato su tutte le furie un biologo che in una nota su facebook attacca la conduttrice

Roma- Il «Colò-show» in un supermercato di Casal Palocco da una parta ha scaldato gli animi degli ambientalisti, dall’altra l’ira di un biologo che in una nota apparsa sulla pagina facebook «Scienze Naturali» stronca il gesto della conduttrice romana.

«Negli ultimi giorni ha fatto molto clamore il video di Licia Colò che, ergendosi a paladina della Natura, ha comprato dei Granchi vivi in un supermercato e li ha liberati nel mare di Ostia. Faccio prima di tutto una doverosa premessa: da un punto di vista etico posso comprendere il gesto, anche io da bambino, prima di scoprire l’ecologia, l’alloctonia e l’autoctonia, talvolta compravo animali vivi al mercato del pesce di Gaeta e li liberavo lì vicino. Ma il mio gesto era probabilmente meno dannoso, almeno potenzialmente: si trattava infatti di specie catturate poco più a largo, ma comunque provenienti da quella fascia costiera».

 

 Per salvare davvero i granchi bastava metterli in un acquario:

«Se la Colò avesse voluto davvero fare un bel gesto, avrebbe potuto comprare i granchi e metterli in un bell’acquario a casa sua, d’altronde non penso che le manchino i soldi per gestirne uno: probabilmente avrebbe sensibilizzato verso una tematica che spesso viene troppo sottovalutata, cioè il rispetto anche di animali considerati “inferiori” come i crostacei.
E invece no, lei ha voluto strafare, liberandoli in mare senza neppure sapere che specie stesse liberando. E quando un utente su Facebook le pone il famigerato quesito, risponde con un non scientificamente impeccabile “Granchio comune”. Gli esemplari in questione sono riconducibili a una specie tra Carcinus maenas e Carcinus aestuarii, la prima tra le 100 specie più invasive del pianeta, originaria del versante orientale dell’Oceano Atlantico, la seconda una specie comune primariamente in ambiente lagunare o alla foce dei fiumi (come deducibile dall’epiteto specifico) lungo le coste mediterranee»

Un’iniziativa «dannosa» che potrebbe, secondo lo studioso, mettere a rischio l’intero ecosistema:

«Che io sappia, lei non è una decapodologa esperta di Carcinidi, quindi escludo che sia stata in grado di riconoscere a una prima occhiata la specie in questione: qualora fosse stata la specie aliena, il danno potrebbe essere ben più grande del beneficio ottenuto da quella manciata di poveri Brachiuri, in quanto il loro impatto a livello ecosistemico è potenzialmente enorme. Se invece si fosse trattato della specie autoctona, non credo sia comunque legale decidere di liberare in natura animali di cui neppure si conosce la provenienza…inoltre dubito che C. aestuarii riesca a sopravvivere adeguatamente lungo le spiagge di Ostia, non essendo il suo habitat ideale».

Un gesto «idiota», secondo il naturalista, Andrea Bonifazi (una laurea in Scienze Naturali e una specializzazione in Scienze del Mare) che tira in ballo anche i «fantomatici» paladini dell’ambiente:

«Vorrei tuttavia muovere una critica verso coloro che sfruttano questo idiota gesto della Colò solo come pretesto per attaccare gli animalisti: si tratta in molti casi di fantomatici paladini dell’ambiente (solo a parole) che magari, vedendo un Cerambice o un Serpente, lo uccidono per “schifo” o “paura”, senza curarsi del fatto che possa essere una specie protetta o importante a livello ecosistemico. E vi assicuro che sono tantissimi gli elementi così ipocriti…
Come si suol dire, in medio stat virtus. E per fortuna, la maggior parte di noi Naturalisti ha una posizione intermedia tra queste due tipologie di personaggi squallidi e oggettivamente ignoranti»

L’ultima frecciatina è comunque contro la catena di supermercati che avrebbe agito trasgredendo la normativa:

«Carrefour ha comunque violato la legge, trasgredendo una normativa del Ministero della Salute del 2000 che impone la stabulazione in locali separati e idonei al “benessere” di animali vivi in vendita…dovevano stare in acquario, per capirci»