Un viaggio all’origine del male, indagando sulle motivazioni che spingono ad uccidere. Incursione nei meandri del crimine, intervista a Roberto Loizzo, avvocato penalista e criminologo

Roma- Intervista all’avvocato Roberto Loizzo. Quando la cronaca valica il confine. La televisione sbaglia a spettacolarizzare omicidi e disgrazie?

Secondo lei, dovrebbe esserci un regolamento che vincoli il diritto di cronaca? Ottenere cioè, meno spettacolarizzazione dei delitti efferati?

Le risponderei in maniera secca: NO e SI. Vado a spiegare il perché. Il diritto di cronaca è uno dei diritti più importanti esistenti nella nostra Costituzione. Andare a limitare la cronaca significherebbe andare a limitare il diritto di tutti i cittadini a conoscere un determinato fatto. Quello che, invece, si dovrebbe limitare è, come dice lei, la spettacolarizzazione dei delitti. Oggi sempre più i procedimenti penali vengono svolti all’interno di uno Roberto Loizzo – Inkblotstudio televisivo e non nelle aule dei Tribunali. Oggi si tende maggiormente a dire che Tizio è colpevole per quel delitto perché è stato il presentatore a dirlo, perché lo ha stabilito quella o quell’altra trasmissione televisiva. È forse questo che si dovrebbe limitare. Il giallo, il mistero, è un qualcosa che ha sempre alimentato, ed ancora oggi alimenta, la curiosità del genere umano. Non credo che esista al mondo una persona che non abbia letto neppure un libro giallo e che non si sia sostituito al protagonista per scoprire l’assassino. È giusto, è doveroso raccontare una storia, sono io il primo a farlo anche all’interno del blog, Criminologia e Diritto, nel quale vado a raccontare storie di Serial Killer, o di assassini, ma lo faccio con cognizione di causa, perché mi documento, leggo libri e testimonianze su quei fatti, quindi documenti ufficiali, ma, soprattutto, parlo di casi già chiusi e come si è arrivati a chiuderlo. Mi capita, alcune volte, di vedere le trasmissioni che raccontano dell’ultimo caso di cronaca e, mio malgrado, mi trovo a sentire persone esperte che dicono “io so.. io ho letto”… ma vorrei da loro sapere cosa sanno, cosa hanno letto di quel caso di cronaca, avvenuto a volte qualche giorno prima della messa in onda della trasmissione, se, come dovrebbe essere, tutti i dati raccolti, tutte le fonti di prova sono coperti dal segreto istruttorio e, quindi, impossibile da leggere e conoscere prima che inizi una pubblica udienza.

Crede che la nostra psiche possa essere condizionata da certi programmi tv, o da alcuni film? O con gli stessi mezzi d’informazione, c’è il rischio concreto che , dando spazio ad alcuni particolari, si possano creare casi di emulazione?

Casi di emulazioni ci sono sempre stati anche per via della notorietà che è stata raggiunta da alcuni omicidi, parlo in modo particolare di quelli seriali, e questo rappresenta sempre un problema per le forze dell’ordine o per chi studia quel crimine. La nostra mente è ripetutamente condizionata, è aperta a continui stimoli che derivano dal mondo esterno, il problema è quando si trovano dinanzi persone che non hanno una capacità di discernereciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Tempo fa correva la triste “moda” del knockout game che consisteva nell’andare in giro per strada e colpire una persona a caso. Questo è avvenuto perché un gioco rendeva divertente una cosa del genere perché dava la possibilità al tuo personaggio di andare in giro per una città virtuale e, volendo, prendere a pugni il primo passante che ti capita a tiro. La cosa più particolare è che molte trasmissioni vengono viste da ragazzini ai quali non viene spiegato il vero senso di quelle azioni e, quindi, il rischio di emulazione è molto più elevato