Cronache di Roma

IL CIMITERO DEGLI ORRORI

Il cimitero di Prima Porta a Roma versa in uno stato di abbandono totale. Mancanza di manutenzione, tombe allagate e negli ultimi tempi sono comparsi anche i topi

Roma- Bare saccheggiate, salme cremate per errore, furti di fiori, scippi agli anziani, sporcizia, erba incolta, abusivismo diffuso davanti ai cancelli… le cronache degli ultimi anni sono piene di titoli sul cimitero Flaminio di Prima Porta.

Non c’è giorno che in una redazione dei tanti quotidiani romani non arrivi una segnalazione sul degrado, sui disservizi, sulla mancanza di sicurezza. Non c’è giorno che non esploda la rabbia di chi non trova più il vaso di rame dove mettere i fiori, di chi trova la tomba di un proprio caro sommersa dalle erbacce, di chi subisce un furto. Per non parlare di chi debba cremare un defunto.

Sulla spinta delle tante segnalazioni giunte sia in Comune che in XV Municipio, lo scorso settembre è stato effettuato un sopralluogo. A toccare con mano la realtà, accompagnati dai responsabili dei servizi cimiteriali dell’AMA e della società di servizi, sono stati l’ex assessore capitolino all’Ambiente Paola Muraro, il presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli e l’Assessore municipale all’Ambiente Pasquale Annunziata.

“Fin da subito si sono rese evidenti una serie di mancanze – ha dichiarato l’assessore Annunziata –in primis la mancanza assoluta di sorveglianza“, ma i responsabili dell’AMA hanno fatto sapere che è stata effettuata una gara per l’acquisto di telecamere a circuito chiuso da utilizzare all’ingresso del cimitero e in alcune zone interne. Si provvederà anche alla sostituzione delle colonnine SOS attualmente fuori uso.

“Abbiamo rilevato anche uno stato dei luoghi non puliti e curati e una totale carenza di igiene“. Ed infatti molti servizi igienici sono risultati fuori uso o addirittura murati mentre il sistema per riversare i fiori appassiti dai piani superiori al pian terreno non funzionava causando così l’accumularsi di fiori marciti nel cortile con un olezzo poco gradevole.

Un odore nauseabondo accoglie i visitatori, manca un luogo dove i parenti possano dare l’ultimo saluto ai propri cari, l’unico ufficio è pieno di piccole urne buttate su un divanetto, l’igiene è latitante, nei locali vi sono decine di bare in attesa di essere cremate. Per non parlare dei tempi di attesa che da contratto non dovrebbero superare i sei giorni ma che quasi regolarmente si allungano fino a dieci.

Emanuele Cheloni

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus e menzione accademica, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È giornalista iscritto all'Ordine Nazionale ed è impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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