I NAS HANNO SCOPERTO ALTRI DUE CASI DI UOVA CONTAMINATE, DOPO UNA SERIE DI CONTROLLI ED ACCERTAMENTI. IL PERICOLO, COME LA PAURA, SEMBRA QUINDI DESTINATO AD AUMENTARE

Roma –  Dopo il sequestro avvenuto tra l’inizio e la metà di agosto di vari prodotti provenienti da un’azienda francese, che a sua volta aveva utilizzato uova di allevamenti olandesi accusati di aver fatto ricorso al ‘fipronil’, continua il pericolo in Italia dove i Nas sono venuti a conoscenza di altri due casi. Il pericolo dunque aumenta, e con esso la paura dal momento che l’insetticida può arrecare gravi danni a fegato, reni e tiroide. Si tratta di una faccenda che, durante l’estate, ha agitato l’Europa intera. Sempre nel corso del mese, secondo quanto reso noto dalla Bbc, infatti ad essere vendute ad attività come bar, caffetterie e catene di catering in Danimarca sono state ben 20.000 tonnellate di uova contaminate.

Ancora prima, il Belgio aveva accusato l’Olanda di aver già riscontrato tracce di fipronil nelle uova a novembre dello scorso anno, senza averlo poi comunicato all’Unione Europea. Successivamente, quindi, è stata la volta di Parigi che in una nota diffusa da Stéphane Travert, ministro dell’Agricoltura, ha nuovamente posto l’accento sui rischi, in attesa di ulteriori analisi. Dal canto suo, la Gran Bretagna ha provveduto a ritirare dai supermercati cibo preparato con le ipotetiche “uova killer”. Anche l’Italia non è riuscita a restare fuori dalla faccenda, e nello stesso periodo – come annunciato dal ministero della Salute  – ci si è trovati costretti a sequestrare altri prodotti la cui provenienza era legata ad un’azienda francese, colpevole di aver fatto uso delle uova di uno stabilimento olandese.

Le notizie delle ultime ore, inoltre, sembrano destinate a non placare le polemiche, al contrario. Se ieri era stata la volta della Campania (dove sono stati riscontrati due casi non conformi), i carabinieri dei Nas, impegnati in controlli nelle città di Viterbo ed Ancona, hanno ora posto sotto sequestro più di 92.000 uova. Comunicando oltretutto di voler presentare ben 7 denunce alla magistratura: ad aggiungersi a quelli campani, sono appunto gli ultimi casi dell’allevamento laziale e di quello marchigiano, più altri due presenti nelle stesse aree geografiche, in aggiunta ad un caso nel milanese legato ad una partita di omelette surgelate destinate alla vendita.

Il Comandante dei Nas, Adelmo Lusi, nel corso di un’odierna conferenza stampa ha tuttavia precisato che “le uova italiane sono sane: vengono controllate inizialmente dallo stesso produttore e successivamente dalle aziende che acquistano queste uova prima dell’immissione in commercio”. Secondo il generale Lusi si potrebbe, in definitiva, “stare tranquilli quando si acquistano uova su cui sono impressi dati di nazionalità, data di deposizione e addirittura dell’allevamento da cui l’uovo proviene”. Concludendo: “per quanto riguarda l’attuale contaminazione da fipronil, le percentuali rilevate fino ad oggi sono bassissime, e il fatto stesso che siano state rilevate va al merito della eccellenza degli Istituti che eseguono questi controlli”.

 

Simona Cappuccio