Dossier

Quer pasticciaccio brutto a Palazzo Senatorio

L’assessore all’ambiente Muraro indagata sì e lo sapeva da luglio. Intanto proseguono i giri di valzer all’interno della giunta capitolina

Roma – Unite e compatte. Così il sindaco di Roma Virginia Raggi e l’assessore all’ambiente Paola Muraro si sono presentate davanti alla commissione parlamentare Ecomafie per essere ascoltate in merito al pasticciaccio che vede protagonista la Muraro. E così, per tutto il tempo dell’audizione, fino in fondo.

E dall’audizione è emersa la verità e cioè che sì, l’assessore capitolino sapeva di essere indagata  dal mese di luglio (il provvedimento era stato preso però il 21 aprile) e che la Raggi era stata messa al corrente di questo, per sua stessa ammissione “probabilmente il 19 luglio”.

L’una e l’altra hanno ribattuto colpo su colpo le domande incalzanti dei componenti la commissione e Virginia Raggi, da buon avvocato quale lei è, ha anche sottolineato che “non c’è alcun avviso di garanzia” e che “la contestazione è troppo generica per parlarne oggi; appena avremo maggiori informazioni prenderemo provvedimenti”.

Possibile che non ci sono più politici e che per governare è così indispensabile “ricorrere alla giustizia”?

 

 

Noi abbiamo questa pazza idea di governare per 5 anni – ha aggiunto la Raggi – e non promettiamo quello che non possiamo mantenere”.

Paola Muraro ha invece affermato di essere “sotto attacco mediatico” e che “a fine luglio sono venuta a conoscenza di un 335 art.256 comma 4”.

Dunque, attraverso il modello 335 l’assessore è venuta a conoscenza a luglio di essere indagata per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Al di là dell’audizione in commissione parlamentare, è certo che quanto sta accadendo a Palazzo Senatorio ha dell’incredibile. Con il via vai di assessori, capo gabinetto, capo segreteria. Un marasma che certo nemmeno il più pessimista poteva immaginare.

Che non fosse semplice invece lo sapevano tutti. Dai cittadini che da qualche anno vedono la Capitale nel degrado più totale, ai pentastellati chiamati a governare per la prima volta in un grande ambito, agli stessi avversari del centrosinistra che peraltro hanno qualche esperienza in questo campo.

Il pensiero va allo scorso 21 luglio, al giorno in cui la giunta capitolina per la prima volta riunita approvò le linee programmatiche della prima cittadina.

Riconsegnare la fiducia nel prossimo, nella propria amministrazione cittadina e nel futuro è condizione indispensabile per sviluppare benessere ed è una priorità di questa Amministrazione. Ascolto e partecipazione – affermava la Raggi – saranno una costante dell’azione amministrativa e verrà realizzato un confronto continuo con i cittadini”.

Tre giorni prima la Muraro e la Raggi venivano a conoscenza dell’indagine avviata contro l’assessore.

No, non è facile governare. E credere di farlo arroccandosi in Campidoglio circondati da fedelissimi salvo poi scoprire che proprio fedeli non sono, anzi. Salvo poi scoprire che anche tra i 5Stelle ci sono le correnti come in tutti gli altri partiti. E che qualche Giuda è sempre lì in agguato.

I giri di valzer ai quali in questi giorni sono stati sottoposti gli assessori capitolini, la dicono lunga sul fatto che per governare, è necessario sapere di amministrazione.

La considerazione più amara poi riguarda proprio la scelta degli assessori e dei vertici di Palazzo Senatorio. Una delle ultime, quella di Raffaele De Dominicis, magistrato in pensione, chiamato a sostituire Marcello Minenna al Bilancio. Per non parlare poi di Carla Raineri chiamata alla guida del Gabinetto capitolino per poi essere costretta ad andar via.

Possibile che non ci sono più politici e che per governare è così indispensabile “ricorrere alla giustizia”?

Nel frattempo Roma e i romani aspettano provvedimenti, delibere, progetti. Proprio a partire dai rifiuti per poi passare ai trasporti e, tanto per citare alcuni ambiti, al decoro urbano.

E il guru dei 5Stelle? Perché non è mai sceso in campo, in prima persona per entrare in Parlamento? Quello che per suo dire voleva “aprire come una scatoletta di tonno”.

Grillo mi ha inviato un sms di sostegno afferma la Raggi – ci sono stati degli errori, ma ora siamo più forti. Con il mini direttorio abbiamo avuto tensioni ma la difficoltà ci ha ricompattato. Il direttorio nazionale lo sento per avere consigli. Qualche ritardo c’è stato – afferma la prima cittadina della Capitale –  noi non diciamo bugie ma, allo stesso tempo, posso affermare con tranquillità che abbiamo recuperato”.

Se lo augurano tutti sindaco.

 

Emanuela Sirchia

 

Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button