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Il CARAVAGGIO PERDUTO: NELLE RICERCHE SCENDE IN CAMPO LA CHIESA

Si rinnova l’impegno per le indagini riguardo la scomparsa della Natività. Oggi l’incontro tra il Vaticano e la Comissione parlamentare antimafia.

Roma – A quasi 50 anni dal furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, la Chiesa scende in campo per indagare attivamente sulla sua scomparsa. Oggi, presso la sala Vasari della Cancelleria, si è tenuto l’incontro organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale del Vaticano, per tirare le somme sugli obiettivi raggiunti nella ricerca da parte della commissione parlamentare antimafia. Un momento importante quello di questa mattina, un’occasione per «ribadire l’opposizione alle mafie da parte della Chiesa, secondo l’esempio del Beato Giuseppe Puglisi». Hanno partecipato L’arcivescovo Silvano Tomasi, lo storico dell’arte Claudio Strinati, il filosofo Vittorio Alberti, l’ex presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, Fabrizio Parrulli, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

La tela di Michelangelo Merisi, un olio di 2 metri e mezzo per 2 dipinto nel 1600, è stata trafugata la notte tra 17 e il 18 ottobre del 1969. È ormai quasi mezzo secolo che nell’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo campeggia un’immensa cornice vuota. Dal momento della sua scomparsa è stata subito evidente la mano di Cosa Nostra, tuttavia, a distanza di moltissimi anni, le dinamiche non sono ancora chiare. Quest’anno è stato pubblicato La tela dei boss, un libro del giornalista Riccardo Lo Verso, in cui, tra le quattro versioni dei pentiti, sono ripercorsi a ritroso 50 anni di fitte e complesse indagini non in grado fino a ora di portare a galla i segreti della scomparsa.

Serena Mauriello

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Serena Mauriello

Dopo aver insegnato lettere nelle scuole superiori, Serena Mauriello è attualmente dottoranda in Italianistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Suoi contributi sono stati pubblicati su importanti riviste specialistiche come Rivista di Studi Italiani o Bollettino di Studi di Italianistica. Ha partecipato attivamente a convegni e seminari sul Medioevo italiano. Nel ambito del giornalismo, scrive principalmente di cultura e società.

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