Con gli Europei di Francia, impazzano i ricordi. Campioni del passato e del presenti rivissuti in questo Amarcord di nostalgia. E, intanto, c’è chi non tifa solo per la nazionale italiana di Antonio Conte ma per il buon calcio

Roma- «Non ti scordar mai di me». La sorprendente ex cassiera di X-Factor, Giusy Ferreri cantava questo brano con cui a riscosso un ampio successo ai suoi inizi e che credo si sposi con questo articolo, perchè «Non ti scordar mai di me» vale per i calciatori di cui vi parlerò e che sono passati nella nostra serie A, in un viaggio tra stelle o presunte tali, tra campioni o veri bidoni, tra i fedelissimi di un solo club a quelli arrivati nella fase del tramonto.Quindi, lettori venite con me nel album dei ricordi.

Djorkaeff: era un calciatore francese che giocò nell’Inter in un periodo poco fortunato ma in una squadra piena di ottimi calciatori e lui posso dire con certezza era uno di questi per le sue doti.

Raducioiu: romeno venuto qui poco più che bambino. Stella promettente rimase tale. Giocò con Bari, Verona, Brescia ma soprattutto con il Milan, quello stellare. Però per poterlo ricordare forse ci serve più Mai dire Gol.

Tare: Bologna Brescia Lazio ormai lui è divenuto italiano lavora ancora qui da noi. Fa il Ds alla Lazio e appoggia in tutto Lotito. Come calciatore è arrivato tardi ma si è distinto sufficientemente bene.

Zavarov: lo “Zar” russo. Il primo ad approdare qui da noi nel club zebrato. E’ riuscito a non vincere neanche lo scudetto che era all’epoca abitudine degli juventini.

Polster: io lo ricordo bene Tony Polster. Una sola stagione al Toro con ottime partite e qualche gol ma questo non gli valse la conferma. Forse il club credeva poco nell’austriaco che a me sinceramente piaceva molto.

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Lafferty: l’unico nord irlandese,almeno da che ricordo io, ad aver giocato da noi. Esperienza breve e fugace in serie B con il Palermo. Lo rivedremo all’Europeo francese con la maglia della nazionale del quadrifoglio e li Zamparini non c’è.

Jarni: era un motorino instancabile ed era uno dei miei idoli quando ero poco più che ragazzo. Ha militato in Bari, Juve e Torino. Devo dire che era un buon giocatore croato e nel ’94 con la sua nazionale si mise in mostra agli occhi di tutti.

Charles: il gallese che passò di qui negli anni ’50 quando il calcio era totalmente diverso. Dai racconti di mio padre, lo rivivo. Alcune volte faceva reparto con Nicole’ e Sivori nella Juve. Era nominato il gigante buono.

Stromberg: il ragazzo dalla folta chioma bionda,un grande calciatore arrivato all’Atalanta in punta di piedi e divenuto col passare degli anni la bandiera nel club bergamasco andando anche vicino alla conquista della Coppa Coppe. Glenn, da bambino era il mio idolo veramente quando scartavo il pacchetto delle figurine speravo sempre di trovare come dicevo a mio padre: «il calciatore con i capelli lunghi», ma lui è stato uno di quelli che credo resterà impresso a molti fedele alla Dea, nonchè anche capitano di questa squadra a cui lui ha dato tutto. Leone vero.

Keane: una sola stagione nell’Inter, senza mai emergere diciamola tutta. Tuttavia nonostante i suoi 38 anni lo vedremo anche nella chermesse francese e forse anche se è tardi capiremo se era un bidone lui oppure i dirigente del club nerazzurro che non hanno saputo aspettare.

L’Amarcord dei campioni è smisurato e suggestivo… continua…

Michele Belsito