IL CALCIO ITALIANO…….QUELLO CHE NON IMPARA MAI DAI SUOI ERRORI PASSATI

Roma- Il 12 Giugno di quest’anno sono state assegnati i diritti per la trasmissione in televisione delle partite di calcio dei tornei UEFA Champions League e UEFA Europa League per il triennio 2018-2021.

Per questo triennio i diritti sono stati assegnati, dopo una regolare asta, al gruppo SKY del magnate australiano Rupert Murdoch, per la cifra di 795 milioni di Euro in tre anni, in pratica 265 milioni di Euro a stagione.

Dopo le assegnazioni, si pone un problema, non di poco conto.

SKY, è una TV satellitare, di conseguenza molti telespettatori, non hanno la parabola per vedere queste partite, dunque SKY dovrà concedere la trasmissione ad una rete che trasmetta in chiaro qualche partita, che per bando deve fare.

Qui, dovrebbero entrare in gioco o la RAI, o MEDIASET, per la trasmissione di queste ultime, però SKY, ha due canali che possono trasmettere in chiaro i programmi TV, ossia CIELO e Tv8, che linea seguirà il gruppo di Murdoch?

Mentre in Italia, il 10 giugno 2017, l’asta per i diritti di trasmissione della LEGA SERIE A, il massimo torneo nazionale di calcio, è stata rinviata a data da destinarsi per offerte giudicate troppo basse.

Bella differenza!

Questo dovuto ad una serie di motivi che si possono sintetizzare nei ritardi di carattere politico e amministrativo che il calcio italiano ha da molto tempo.

In Europa, i diritti TV delle competizioni sono direttamente gestiti della UEFA, in Italia i diritti TV della SERIA A sono gestiti dalla INFRONT, una società di marketing con sede in Svizzera, questo fa si che, le decisioni della UEFA siano più rapide ed arrivino più celermente ai diretti interessati, in Italia, invece, la LEGA SERIE A, deve discutere prima al suo interno, poi deve informare la INFRONT delle sue decisioni, questo scoraggia gli acquirenti perché devono aspettare tempi biblici per avere una risposta.

La UEFA, vende le partite in esclusiva, in pratica SKY sarà la sola emittente a trasmettere le partite indipendentemente dal mezzo di trasmissione video, questo da modo al venditore di alzare il prezzo del prodotto e all’acquirente di avere la certezza di avere un prodotto in esclusiva.

In Italia la INFRONT, ha sconsigliato questo tipo di vendita alla LEGA SERIE A, motivando tale scelta per una incompatibilità legislativa.

All’asta per i diritti TV della SERIE A, si sono presentate solo le offerte del gruppo SKY e quelle della società inglese PERFORM, le quali, insieme, non superano i 490 milioni di Euro.

La LEGA e INFRONT si aspettavano almeno il miliardo di Euro.

Il prodotto calcio italiano è malato di campanilismo.

I veti incrociati all’interno della LEGA SERIA A, il problema degli stadi, il problema dei vivai non sfruttati al massimo dalle società di calcio, le varie anime della FEDERCALCIO ITALIA, sempre rissose tra loro e con procedure non trasparenti, il duopolio SKY-MEDIASET sui diritti TV, con la RAI sempre in seconda fila per questioni di bilancio, scoraggiano ogni acquirente nell’acquisto, di questi diritti, che rappresentano una importante voce nel bilancio dei club di serie A.

Un vero peccato, perché grazie alle nuove norme UEFA, l’Italia avrà la possibilità di schierare, dalla stagione 2018, quattro squadre in UEFA Champions League e tre squadre in UEFA Europa League.

Stefano Campidelli