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IL BIANCO DELLE MARCHE

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è il vino marchigiano per eccellenza. Il nostro consiglio prevede un abbinamento con un piatto a base di pesce.

Roma- Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino bianco italiano della Regione delle Marche. Da un punto di vista enologico, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, è conosciuto in tutto il mondo come il vino marchigiano per eccellenza. Durante la sua storia, questo vino, ha conosciuto alti e bassi. Importato dai coloni veneti all’inizio del 1400, per circa un secolo, la produzione rimase limitata alla sola regione.

Con il passaggio della regione Marche allo Stato della Chiesa, la produzione quantitativa e qualitativa di questo vino ebbe un’improvvisa accelerazione, ed è intorno al 1579, in un atto notarile, si cita la parola “Verdicchio”. Sebbene si ebbe un’accelerazione della produzione, questo vino, fu solo riservato alle tavole dei nobili e del clero. Agli inizi del 1900, grazie ad alcuni produttori, si selezionò la zona dei Castelli di Jesi, tra le provincie di Ancona e Macerata, per creare un vitigno autoctono, che differiva dagli altri verdicchi regionali. Questa zona venne selezionata per il suo particolare microclima.

La selezione che fu effettuata ebbe un grande successo e si cominciò a produrre verdicchio in grandi quantità, vista la richiesta che veniva da tutto il mondo, a discapito della qualità. Nel 1968, grazie all’allora Ministro dell’Agricoltura Giacomo Sedati, si redasse il rigido protocollo di produzione, attualmente, con le dovute modifiche ed aggiornamenti, in uso. Oggi il Verdicchio dei Castelli di Jesi, è considerato, oltre che il simbolo della regione Marche, un’eccellenza tutta italiana. Da un punto di vista enologico sul Verdicchio dei Castelli di Jesi c’è un’importante distinzione da fare.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico viene prodotto nella parte più antica della zona di Jesi, ossia quella sulla riva destra del fiume Misa, mentre il Verdicchio dei Castelli di Jesi viene prodotto nella zona dei comuni di Senigallia e di Ostra in provincia di Ancona. Altra caratteristica del Verdicchio dei castelli di Jesi, è la bottiglia a forma di anfora. Disegnata dall’architetto Antonio Maiocci nel 1954 per la cantina Fazi&Battaglia per simboleggiare la regione Marche e differenziarlo dagli altri vini bianchi italiani, da allora divenne una caratteristica del Verdicchio in tutto il mondo.

L’esame del vino inizia con la classica bottiglia ad anfora. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, da qui il nome verdicchio. Il profumo ricorda quello della frutta, in particolare di agrumi. Il sapore è secco, equilibrato con l’inconfondibile retrogusto di mandorla amara, tipico del vino. E’ un vino che si presta a tutti i piatti a base di pesce, ma anche a quelli a base di carne bianca, in particolare alla carne di coniglio. Il piatto con cui preferisco bere il Verdicchio dei Castelli di Jesi, è il rombo in crosta di patate.

Stefano Campidelli

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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