Diario di BordoMicro

I VIOLINI DI AUSCHWITZ SUONANO ANCORA AL FARANUME 

Ostia e Faranume,il Teatro dei Giovani:per la giornata della memoria. Il coraggio degli Ebrei:Storia,Cultura,Religione in prima linea nel Teatro e nei luoghi pubblici contro quel pericolo di un‘ateismo strisciante’ che nega la religiosità camuffandosi da laicità
I VIOLINI DI AUSCHWITZ SUONANO ANCORA AL FARANUME 

Dedicato ad Arnoldo Foà è inserito nel Progetto la Shoah dell’Arte  girerà le Scuole per ‘non dimenticare’,Serafini:”oltre alla tragedia dell’olocausto il dramma della pedofilia”,Vagnati:” impegnativo come attore,uomo, padre,cristiano”
 
STASERA ALLE 21 – In occasione della giornata della memoria la giovanissima Compagnia del Teatro Faranume (TFN), guidata dal Direttore Andrea Serafini e per l’occasione dall’attore Domenico Vagnati, mette in scena uno spettacolo importante, che fa memoria e tesoro di una delle pagine più drammatiche della Storia: la vicenda Ispirata all’orchestra dei violini che suonava ogni domenica nel campo di sterminio di Auschwitz.
 
Via Domenico Baffigo 161, zona Porto di Ostia, stasera 27 gennaio 2017 ore 21:00, 28 gennaio 2017 stessa ora verrà rappresentato al pubblico per poi essere disponibile in altre date e piazze ancora da programmare, soprattutto nelle scuole, a disposizione dei percorsi formativi che dal tema proposto possono venire affrontati da docenti e educatori. 
 
“Oggi è il 27 Gennaio – dichiara Serafini in un messaggio ufficiale – nel mondo libero si celebra il giorno della memoria che ricorda l’abbattimento dei cancelli di  Auschwitz e l’abolizione di ‘un uomo schiavo di un altro uomo’. Il Progetto LA SHOAH DELL’ARTE dell’associazione Elcad vi prenderà alcuni minuti per ricordare gli Artisti e le loro opere sopravvissute. Stasera la dedicheremo ad Arnoldo Foà il famoso attore italiano che a causa delle leggi raziali dal ’38 non potè più lavorare” 
 
Il cast è composto da Accardo Manuela,Belfare Niccolò,Cifelli Miriana,Coscia Davide,Coscia Eva,Cubellis Giulia,Gallotti Gaia,Pazzaglini Desire,Serafini Andrea,Tortora Michele, Vagnati Francesco, Mattia e Vagnati Domenico. Un collage di teatro e musica con all’interno anche coreografie inedite.
 
Proprio Domenico Vagnati, ormai, attore d’esperienza, ha voluto lasciarci una dichiarazione per uno spettacolo che definisce ‘impegnativo’ sia per la prova artistica, sia per aver recitato insieme a suo figlio specialmente in un parte davvero drammatica che, sebbene sia la tipologia di recitazione che tecnicamente preferisce, l’ha messo pienamente alla prova anche come uomo, come padre, come cristiano, per i contenuti da esprimere in alcune parti del dramma e da recitare insieme a Mattia.
 
“E’ un lavoro molto intenso, carico di patos – esprime Domenico – l’argomento davvero non facile da trattare anche perché la partecipazione di ragazzi molto giovani, alcuni adolescenti, rende il tutto molto impegnativo perché non è facile fare un personaggio e ‘viverlo’ in modo impersonale. Molte volte l’argomento prende anche nel profondo e lascia il segno. La mia parte è tutto ciò che io ‘non sono’ tutto ciò che di più posso addirittura odiare di una persona ed accettare questo ruolo per me è stata una grande sfida. Poi recitare con mio figlio Mattia che rappresenta una mia vittima nella rappresentazione scenica è stato veramente difficilissimo. Ma è stato il modo migliore per onorare l’olocausto e gli ebrei.”
 
 
Mettere al centro dell’attenzione, del pubblico e dei giovanissimi, un argomento che oltre al valore storico acquisice, nella fede ebraica, una valenza ‘religiosa’ è un atto coraggioso soprattutto in questi anni in cui uno strisciante ‘ateismo’ confuso, a volte volutamente, con una strana laicità e laicismo, rischia di videre messo fuori dai cancelli di Scuole e spazi culturali pubblici e artisti i temi delle religioni, a volte confinandole goffamente solo al livello di folklore quando non nel dileggio, a volte blasfemo, di chi le offende per far scandalo, clamore, odiense, soldi. Questo Ateismo strisciante che vuole essere confuso, nei luoghi pubblici per ora, per ateismo è il pericoloso preambolo di una dittatura delle coscienze in virtù invece di un pensiero unico dominato da oligarchie economiche globali e locali che vorrebbero spingere le persone, soprattutto i giovanissimi, verso le esclusive strategie di mercato e di consumo fatte di mode e di marketing.
 
Ma non si scherza su Dio e sulle Storie, sulla Storia che lo riguarda. E la Shoah, il messaggio culturale e religioso Ebraico che l’accompagna, vengono nello spettacolo sottolineati ed esaltati verso la platea degli spettatori e nella capacità dei giovanissimi attori. Dio è chiamato in causa direttamente e indirettamente, trionfa tramite i sopravvissuti, la testimonianza, la memoria, perché malgrado tutto non viene soffocato o distrutto dallo sterminio che l’uomo tenta sull’uomo (come avviene da sempre per tutte le persecuzioni di ciascuna religione) né dal silenzio, dall’ostracismo degli atei. 
 
 
Un grande insegnamento per i ragazzi la cui particolare partecipazione fa si che questa esperienza teatrale sia eccezionalmente condivisa non solo sul piano artistico, culturale, religioso, ma anche un motivo di straordinario coinvolgimento nelle scuole del Territorio. Il Teatro Faranume, che nei progetti di Alternanza Scuola Lavoro coinvolge ormai tante scuole locali e conta ormai 200 ragazzi in attività, è veramente un grande centro d’aggregazione artistica ‘a bassa soglia’ e unisce ai percorsi di competenza anche un ambiente accogliente per gli adolescenti e i giovanissimi che qui si sentono come a casa e in più acquisiscono con serenità i primi segreti dei mestieri e delle arti.
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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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