Spazio Kabul

I TALEBANI SI COMMUOVONO CON LE FAVOLE DI ESOPO

I Nemici dell’Afghanistan, secondo la nuova terminologia Nato, hanno un debole per i racconti del cantastorie greco. E adesso che Radio Bayan ha chiuso le trasmissioni dovranno ascoltarli altrove.

Herat (Afghanistan)- Anche i terroristi hanno un cuore. È il caso di dirlo. Da sondaggi e ricerche è accertato che i terribili talebani abbiano una passione e un debole per le favole di Esopo. Chi lo avrebbe mai detto che i crudeli oltraggiatori delle statue di  Bamyian, i tagliatori di gole di Al-Quaeda e i seguaci di Bin Laden si emozionassero a sentire “Il topo di città e il topo di campagna”, oppure si commuovono alle parole de “La lepre e la tartaruga”?

A trasmettere anche queste storie è Radio Bayan dalla base italiana di Camp Arena in Afghanistan che nel suo palinsesto ha inserito dei veri e propri “radio drama”, vale a dire storielle con una morale tipica del favolista greco, schiavo di estrazione e gobbo di fisico. Non che i terroristi siano il target esclusivo delle frequenze di Radio Bayan, ma le maggiori richieste di poter riascoltare le brevi fiabe arrivano dalle province più dure e difficili dell’Afghanistan: Farah, Shindand, Ghor e Bagdhis. Terre dove resta ancora alta l’infiltrazione dei ribelli, ora ribattezzati “nemici dell’Afghanistan” dalla nuova terminologia Nato. È proprio in queste città che l’Italia ha pagato il suo tributo di sangue più grave, da quando è iniziata la missione. Le favole vengono appositamente tradotte in Dhari e Pasthun e si alternano a altre storie del Corano, sempre lette in una cornice di valori e di virtù umane. Si va in onda tre ore al giorno e la linea arriva direttamente da Kabul. Dall’aprile 2010, questa struttura ha fatto passi da gigante fino ad arrivare ai giorni nostri a sbarcare su twitter e facebook. C’è la possibilità di divulgare campagne informative e di educazione anche su temi di attualità: dall’importanza di andare a votare, alla diffusione della cultura locale, passando per la difesa dei diritti alle donne. La mission, però, resta quella di accrescere il consenso verso le forze della coalizione occidentale e smuovere le coscienze a favore dell’intervento militare. Allo stesso tempo, c’è lo scopo di ridurre l’avversione da parte dei gruppi terroristici. Per fare questo non servono operazioni di propaganda, addestratori e soldi. Non servono neanche armi e munizioni. Può bastare Esopo. Come in una bella  favola.

 

                                                                                                                                          Emanuele Cheloni

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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