Storia di due fratelli siriani. Per aiutare il padre hanno messo in vendita quello che sanno fare due bambini di 10 e 12 anni: i loro disegni che sono anche i loro sogni…

Beirut- Le mani sulle guance per lo stupore e la felicità per quel regalo inaspettato, una bicicletta rossa fiammante. I capelli con la riga in mezzo leccati dal gel e la camicia jeans a fare di un bambino già un uomo.

Si vedono nel video girato dalla film maker Farrah Alhashem e rintracciabile su Facebook. Lei, insieme con il giornalista libanese Abdulrahman Orabi, hanno aiutato Enas Elkorashy, giovane gallerista egiziana, a rintracciare i fratelli Darwish e da lì è partita la catena di «cose buone».

Mohamed Darwish ha 10 anni, vive a Beirut insieme con il fratello più grande Nasser, 12 anni, e suo padre Abdul. Cinque anni fa dopo aver perso la madre a causa della guerra, sono scappati da Aleppo e oggi sono profughi siriani in Libano. Sono fuggiti via con il loro furgone che da allora è diventato «casa» e, per dare una mano al padre, hanno messo a disposizione ciò che sanno fare, ovvero disegnare.

Così, i disegni dei fratelli Darwish si possono trovare appesi ad un cordino su un palo dell’illuminazione oppure a un albero per le strade di Beirut. Possono essere acquistati per pochi euro.

Qualche mese fa, sempre in un video postato su Facebook, oggi fonte primaria di notizie, il canale di Al Jazeera AJ + Arabia ha dato il via ai like sulla storia dei fratelli Darwish. Per le strade del centro della capitale libanese, ci sono i disegni di Nasser e Mohamed. Laddove i bambini della stessa età disegnano case, prati e alberi, nei ritratti di questi fratelli siriani si vedono semafori, quelli che scorgono dal furgone dove vivono. E poi, ancora, la bandiera del Libano, il Paese che li ha adottati, mentre su una macchina, forse sempre quel furgone chiamato casa, campeggia la bandiera della Siria a simboleggiare il viaggio e il movimento, come quello che hanno intrapreso loro per salvarsi dalla guerra.

>>IL PHOTOREPORTAGE<<

 

Il video di AJ + Arabia è stato visto anche da Enas Elkorashy, curatrice d’arte, nata al Cairo in Egitto, che dopo la laurea si è trasferita in Italia; sin da subito la sua creatività è stata apprezzata e così ha aperto e fondato un suo spazio espositivo a Venezia, la “Made in.. Art Gallery”. Dopo essere rimasta impressionata da quel video, ha contatto due suoi amici a Beirut, come detto la regista Farrah Alhashem e il giornalista Abdulrahman Orabi, per rintracciare i Darwish. Quando li hanno trovati, Enas Elkorashy ha parlato con loro e ha spiegato ciò che voleva fare: il progetto “I draw to live”, io disegno per vivere. La curatrice d’arte ha chiesto la collaborazione dell’artista Patrizia Polese per l’installazione dei disegni e ha allestito una mostra a Venezia, lo scorso settembre. I disegni di Nasser e di Mohamed insieme a quelli di altri 58 bambini siriani sono diventati vere e proprie opere d’arte, grazie alla sensibilità e all’interesse della giovane gallerista e all’installazione “The Jungle” della Polese. Visitando la mostra e acquistando un disegno, a Venezia e nelle zone limitrofe è nata una catena di solidarietà per i profughi siriani. Infine, la scorsa estate Farah Alhashem ed Enas Elkorashy sono andate a Beirut per incontrare la famiglia Darwish e per girare il documentario sul progetto “I draw to live”.

Quella bicicletta e quello stupore sono l’emblema di quel documentario e restano impressi negli occhi e nel cuore. La catena di «cose buone» però non intende arrestarsi. La gallerista egiziana è già pronta con un nuovo progetto: Adotta un amico. «I bambini siriani disegneranno il loro autoritratto su mezza pagina di un foglio, indicando nome, età e città di provenienza – ha spiegato Enas Elkorashy – Osservando i disegni ricevuti, ogni bambino italiano, delle scuole del nostro territorio che vorranno partecipare, sceglierà un nuovo amico siriano e disegnerà sull’altra metà della pagina il suo autoritratto, indicando sempre nome, età e città di provenienza. Tutti i nuovi disegni saranno esposti nella mia galleria durante la primavera del prossimo anno». Sono senz’altro ottimi motivi per visitare una delle città più belle d’Italia e per darsi appuntamento al “Made in.. Art Gallery”, dove donne speciali come Enas Elkorashy sono pronte ad accogliere i visitatori.

Alessandra Sozio