Viaggio nel tempo dal paleolitico ai giorni nostri in una delle dieci città più antiche al mondo rivalutata solo di recente e naturalmente dall’estero

 

 

“Com’è, bella?”. La domanda è sempre la stessa quando sanno che sei tornata da Matera.      

Nominata capitale della cultura 2019, questa città a dire il vero è il luogo della contraddizione. Il primo aggettivo che siamo riusciti a pronunciare è “sconcertante”. L’aspettativa è tanta e nonostante si abbia l’occasione di vedere filmati e video se non si entra nel cuore di Matera non si può realizzare cosa veramente sia questo luogo. Il viaggio in sé fa da prologo all’arrivo. Immense distese tra rocce e verde, gravine segnate dal tempo.

Tutto racconta in particolare di una regione, la Basilicata, per troppo tempo isolata sia politicamente che materialmente. Un ponte ferroviario interrotto da 20 anni che forse in questi mesi sarà finalmente completato e consentirà di raggiungere Matera in treno, la dice lunga in proposito.

L’ingresso in città, quella costruita negli anni ‘60 per togliere le famiglie dai malsani ed inadeguati Sassi, è a dir poco poco imbarazzante. Poi si arriva al centro di Matera e qui l’immagine cambia di nuovo, il borgo è bellissimo ma da curare e da ristrutturare. Forse l’occasione permetterà tutto questo. E i Sassi? Eccoli, basta affacciarsi e la panoramica è a dir poco sconvolgente.

 

Come nelle Ere che si sono succedute ad esempio nella Capitale (sulle rovine dell’antica Roma, Medioevo e Rinascimento hanno cambiato la sua immagine) sui Sassi sono stati elevati due strati e qui, negli anni, sono nati appartamenti, il più piccolo misura 7 metri quadri! Hanno inserito persino una spa con hotel e le paraboliche indicano l’Era moderna. Un fascino unico, questa è la verità.

Di contro, la consapevolezza che questo Paese ed in particolare i Governi ciechi che si sono succeduti, non hanno a cuore i tesori, l’Arte e la Storia che inebria i turisti. Per quanti avessero intenzione di visitare Matera, consigliamo una guida e, nell’occasione, andare a vedere anche le Chiese rupestri sparse nei dintorni o ancora Melfi dove in un museo sono conservati oggetti di rara bellezza. Per tornare ai Sassi, tra anfratti per la vendita dei souvenir, lecco e dimore delle famiglie che fino agli anni ’50 hanno condiviso le “abitazioni” anche con gli animali. I Sassi non avevano ovviamente finestre e oltre ad ospitare le persone, servivano come magazzini per il vino e per gli alimenti. Mobili, suppellettili, culle in legno attaccate ai soffitti di pietra. Tutto racconta dell’incredibile vivere praticamente fino ai giorni nostri.

Un patrimonio unico al mondo da tutelare ed amare.

 

UN PO’ DI STORIA

È tra le dieci città più antiche al mondo, Matera infatti esiste dall’età paleolitica. Le grotte, i Sassi appunto, tra l’età dei Metalli, e gli altri insediamenti è vissuta così o, per meglio dire, i suoi abitanti hanno vissuto così, nei Sassi. Nel 1948 la svolta. La questione fu sollevata da Palmiro Togliatti e in seguito dall’allora presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi. Nel 1953, con una legge nazionale, si decretò lo sgombero dei Sassi e la costruzione di quartiere dove ospitare i 15mila residenti. L’altra svolta, nel 1986 quando una nuova legge stabilì il recupero degli antichi rioni. Il resto è storia recente con la nomina a Patrimonio dell’Umanità, nel 1993 e nel 2014 la nomina a Capitale europea della cultura 2019.

LE CHIESE RUPESTRI

Le chiese rupestri del territorio di Matera, fondate principalmente nell’Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d’uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. 

 

 Tra le più belle e meglio conservate, la Grotta del Peccato Originale che il critico Vittorio Sgarbi ha definito una seconda Cappella Sistina, un gioiello incastonato nella pietra millenaria. Da segnalare anche la Chiesa di Santa Margherita, alle pendici del Vulture. Tra i Sassi e la Murgia, se ne contano ben 155.