Spazio Kabul

I prossimi mesi decisivi per l’Afghanistan

Il segretario generale della NATO Stoltenberg: «La pace deve essere creata dagli stessi afghani, i talebani rompano con Al-Qaeda»

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, durante l’incontro iniziato il 22 ottobre con i ministri della difesa dell’alleanza militare occidentale, ha esortato i talebani a ridurre la violenza e rompere tutti i legami con Al Qaeda e altri gruppi terroristici. “Solo così si potrà spianare la strada a un cessate il fuoco”. L’aumento della violenza minaccia di far saltare i colloqui di pace intra-afghani in corso in Qatar.

«Siamo in Afghanistan per combattere il terrorismo internazionale, siamo entrati nel paese, l’11 settembre 2001, dopo un attacco contro gli Stati Uniti. Il nostro obiettivo non è quello di rimanere in Afghanistan più del dovuto», ha dichiarato Stoltenberg ai giornalisti a Bruxelles al termine degli incontri dei ministri della Difesa della NATO.

«È importante che non lasciamo il paese troppo presto, dobbiamo assicurarci che l’Afghanistan non diventi di nuovo un porto sicuro per i terroristi internazionali, una piattaforma dove possono organizzare, pianificare, addestrare, finanziare attacchi terroristici contro le nostre nazioni – ha detto ancora il segretario -. Siamo entrati in Afghanistan insieme, ci adatteremo insieme e quando sarà il momento, quando le condizioni saranno soddisfatte, partiremo insieme in modo coordinato e ordinato. Questo è un impegno da parte di tutti gli alleati e sono assolutamente certo che tutti gli alleati manterranno questo impegno. I prossimi mesi saranno decisivi per l’Afghanistan: è evidente che i negoziati a Doha sono fragili, ma sono la migliore opportunità di pace in una generazione. E tutti gli afghani dovrebbero cogliere questa storica opportunità».

Stoltenberg ha definito le linee guida della NATO davanti ad una platea sterminata di giornalisti. «Alcuni anni fa avevamo più di centomila soldati impegnati in operazioni di combattimento – ha dichiarato – Ora, abbiamo ridotto la nostra presenza a meno di 12.000 soldati nel paese per addestrare e assistere le forze di sicurezza nazionale». Il segretario generale della NATO ha esortato i talebani a “mantenere i loro impegni, ridurre significativamente i livelli di violenza e aprire la strada a un cessate il fuoco”. «Devono rompere tutti i legami con Al-Qaeda e altri gruppi terroristici internazionali e negoziare in buona fede», ha aggiunto.

I colloqui intra-afghani seguono un accordo firmato da Stati Uniti e talebani a Doha a febbraio scorso. In base all’accordo, le forze straniere lasceranno l’Afghanistan entro maggio 2021 in cambio di garanzie antiterrorismo da parte dei talebani, che hanno concordato di negoziare un cessate il fuoco permanente e una formula di condivisione del potere con il governo afghano.

«In fin dei conti, la pace in Afghanistan deve essere creata dagli stessi afghani – ha concluso Stoltenberg – Possiamo aiutare. Possiamo supportare. Gli alleati e i partner della NATO sostengono e aiutano l’Afghanistan da quasi due decenni, con il sostegno militare, con il sostegno finanziario, e noi resteremo impegnati in Afghanistan. Ma la nostra presenza militare è, ovviamente, qualcosa che dobbiamo valutare alla luce del processo di pace, alla luce dei negoziati e quindi prendere le nostre decisioni finali».

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con la Repubblica e La Stampa.

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