Attraversiamo le strade di New York per scoprire i suoi colori più veri e comprendere perché chi sceglie questa città, decide poi di rimanerci per sempre. Come Rosemary, americana di origine italiana….

 

Usa- New York ha l’anima di una donna autentica e creativa, audace e camaleontica, capace di corteggiare ogni essere umano che decida di attraversarla, per poi sedurlo e rubarlo al resto del mondo. I suoi grattacieli svelano la luce intramontabile di Soho, mentre artisti istrionici invasi di eterna giovinezza, attaccano le locandine dell’ultimo spettacolo sulla Broadway. New York è afflitta da problemi sociali e motivata da grandi ideali, un condensato di umanità, caratterizzato da spiccate personalità. Scivoliamo via dal richiamo irresistibile di ciò che si trova tra la 32th St e Central Park, ossia la parte migliore della 5th Ave, l’Empire State Building e il Rockfeller Center, per rincorrere quelle atmosfere bohémien, che i newyorker chiamano LES. Siamo a sud di Manhattan, tra l’East River e la Frank Delano Roosevelt, in uno degli angoli più sorprendenti della città: il Lower East Side, quartiere che fugge dalla sua storia di ghetto malfamato e come un’araba fenice risorge tra  arte e originali curiosità.

E’ qui che incontriamo Rosemary, ragazza bellissima per metà americana e per metà italiana che a New York ha scelto di rimanere, attratta da quel centro nevralgico e pulsante che invade l’atmosfera di questo luogo e che per qualche strana alchimia, ti fa sentire al centro del mondo.

Perché hai scelto di vivere a New York? Ho scelto New York perché questo è un luogo dove gli eventi accadono. Nonostante sia una città con le sue grandi ferite, ricordiamo tutti la tragedia dell’11 Settembre e ogni volta che si passa per Ground Zero, qualcosa dentro l’anima si spezza, questa città ha la capacità di rigenerarsi, trovando nella complessità delle sue strade e dei volti che le percorrono, la forza di ricominciare sempre. Questa sensazione non può che essere contagiosa e per effetto di una strana osmosi, la stessa energia positiva coinvolge anche la gente che vi abita”. Cosa fai qui a New York? “Ho fatto per molti anni la bartender, in alcuni locali del centro. Dopo aver risparmiato un bel po’, sono riuscita dopo qualche anno ad aprire un piccolo negozio tutto mio, dove riesco ad unire l’originalità della moda newyorkese alla qualità e alla tradizione italiana. Alcuni abiti li disegno proprio io. Ecco il motivo per cui vivo a New York, perché nonostante la crisi mondiale, nonostante il momento storico per noi giovani non sia dei migliori in senso generale, qui si riesce ancora a credere di poter scegliere la propria strada”. Mentre Rosemary ci saluta, la grande statua bianca si erge su una città sorprendentemente iperattiva, una New York incapace di svelarci l’ingrediente segreto di questa miscela così affascinante ma allo stesso tempo, incapace ancora una volta di deluderci.