Gustatio

I Dieci Comandamenti del Cibo di Jay Rayner

Il critico culinario del giornale britannico Observer spiega le sue regole. Le tavole di biblica memoria si aprono così: "Mangia con le mani"

Roma – Edito nel 2016 dalla casa editoriale EDT, il libro “I Dieci Comandamenti del Cibo” spiega le leggi della tavola moderna secondo il critico britannico Jay Rayner. L’autore è un musicista jazz, critico enogastronomico, conduttore di programmi culinari sia televisivi che radiofonici, il suo hobby preferito è il cibo, in particolare i piatti a base di maiale. Questo è il suo nono libro, ma è il primo in cui parla del cibo come di una religione, venerandolo, oseremo dire. Ispiratori liberamente ai Dieci Comandamenti biblici, l’autore elabora e spiega i suoi “comandamenti” da un punto di vista culinario.

MANGIA CON LE MANI: solo chi entra direttamente in contatto con il cibo può veramente assaporarlo in tutte le sue componenti.

ONORA GLI AVANZI: gli avanzi di cibo possono essere riutilizzati per creare altri gustosissimi piatti.

DESIDERA LA ROBA D’ALTRI: per ricopiare e prendere spunti dagli altri per le proprie ricette.

RICORDATI DI CUCINARE (ALMENO OGNI TANTO): elogiando la cucina anche da un punto di vista sociale.

NON ELIMINARE IL GRASSO: il grasso contenuto nei cibi da sapore al cibo stesso.

SCEGLI CON ATTENZIONE I TUOI COMMENSALI: elemento fondamentale per la riuscita o il fallimento di un pasto.

NON DILEGGIARE I VEGETARIANI: anche loro hanno una parte fondamentale nella cucina moderna.

ONORA LA ROBA CHE PUZZA: l’odore del cibo ha la sua importanza ma non è tutto.

NON FARE DEL CIBO LA TUA MEDICINA: mangiare deve essere un piacere non un’ossessione.

ONORA IL MAIALE: del maiale non si butta via nulla e ci si preparano gustosissimi piatti.

Alla fine di ogni “comandamento” ci sono delle ricette di facile esecuzione create e spiegate dall’autore che riguardano l’argomento del “comandamento” stesso.

Lo stile del libro è asciutto, ironico e pungente, l’autoironia, tipicamente inglese, traspare in ogni pagina. È un libro di facile lettura che tratta l’argomento cibo in maniera insolita e da un punto di vista strettamente britannico sull’argomento cibo. È da consigliare a chi vuole leggere un libro di gastronomia che rompa gli schemi su questo tema.

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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