Il colosso dell’E-commerce brevetta dei braccialetti ad ultrasuoni per migliorare la produttività, evoluzione del lavoro o nuova forma di Grande Fratello?

Roma- Nel 2016 con il brevetto numero 9,881,276B2 depositato presso lo United States Trademark Office, Amazon, registra un particolare braccialetto.

Questo braccialetto, una volta indossato, permetterebbe, attraverso onde radio, di effettuare i giusti movimenti per svolgere, nel migliore dei modi, l’attività assegnata al dipendente.

Qualora si facessero dei movimenti errati, il braccialetto emetterebbe delle vibrazioni accompagnate da suoni ed invierebbe il messaggio di errore direttamente sul computer del supervisore di turno.

Questo strumento è stato inventato dall’ingegnere elettronico Jonathan Cohn, dipendente di Amazon, che, seguendo le direttive aziendali, lo ha creato per migliorare la produttività e ridurre gli errori di stoccaggio all’interno dei magazzini aziendali.

In Italia, con la legge 183/2014, conosciuta come “Job Act”, e con i suoi successivi Decreti Legge, sono permessi strumenti di controllo sull’operato dei dipendenti, però devono essere utilizzati per ragioni di sicurezza, per attività organizzative e produttive e per la tutela del patrimonio aziendale.

Questi strumenti, che di solito sono strumenti audiovisivi, devono essere istallati previo accordo con le organizzazioni sindacali aziendali.

Per gli altri strumenti tecnologici, come Tablet, PC portatili, Smartphone, che il datore di lavoro concede al dipendente per effettuare le proprie mansioni, quest’ultimo può controllare tali strumenti senza l’accordo delle organizzazioni sindacali.

Ma la polemica sindacale e politica in Italia, nasce da un fatto.

L’Italia si trova in piena campagna elettorale e tutti i politici cercano di montare una polemica per cercare il consenso elettorale, ma nascondendo, colpevolmente, tre argomentazioni sull’argomento.

La prima argomentazione è quella relativa al brevetto.

Il brevetto del braccialetto, attualmente, è solo un progetto, un disegno che si trova, per ora, sulla carta.

Nelle grandi aziende, brevettare un’idea o un concetto, è una prassi consolidata per avvantaggiarsi sulla concorrenza e solo una piccola percentuale di brevetti raggiungono la fase di produzione e distribuzione.

La seconda argomentazione riguarda la politica di Amazon.

Amazon, non ha né confermato e né smentito la produzione, la distribuzione e l’utilizzo di questo braccialetto negli stabilimenti italiani.

La terza argomentazione, la più importante, secondo me, riguarda il futuro.

Qualora dovesse utilizzare il braccialetto, Amazon, punta a sostituire i propri dipendenti con dei robot o dei software automatizzando completamente l’attività logistica.

Questa argomentazione nasce dal fatto che, Amazon, sta sperimentando le varie attività di consegna dei prodotti utilizzando dei droni anziché i classici mezzi.

La politica e le organizzazioni sindacali dovrebbe assecondare questa evoluzione, magari proponendo ad Amazon di costruire qui in Italia queste macchine qualificando e specializzando i lavoratori italiani nel loro utilizzo, invece di difendere diritti antiquati non al passo con i tempi.

Perché adesso si difendono i diritti, in futuro, come si difenderanno i posti di lavoro?

Stefano Campidelli