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I 5S DICONO SÌ AL TAV

Parte la lettera per il via libera all’opera dal Mit.

Roma – Il dipartimento del Mit, Sviluppo territorio, programmazione e progetti internazionali, invia la missiva all’Unione Europea di “conferma l’impegno italiano in nome dell’interesse nazionale”. Il ministro dei Trasporti è il senatore pentastellato Toninelli, che ha sempre bollato la Tav come un’opera inutile. La motivazione su cui si basa questa scelta contradditoria è la citazione della frase del discorso del premier Conte al Parlamento italiano, che afferma “costerebbe di più bloccarla che farla”.

Lo studio commissionato dallo stesso Mit, per l’analisi dei costi-benefici dell’opera, si era pronunciato in merito asserendo che l’opera era un inutile spreco di soldi pubblici, che i benefici sono nulli con un impatto economico in negativo di circa 7 miliardi di euro. Ed ora, invece, arriva il via libera ufficiale per l’opera con la missiva all’Europa. Il ministro Toninelli, attaccato dal vicepremier Salvini, appare intenzionato a rimanere al proprio posto, ed anche la motivazione è ormai assai chiara: occupare la poltrona.

I 5S sono stati da sempre contro la Tav. Detengono il 33% percento e sono al governo avendo la maggioranza dei parlamentari. Il patto di governo per gli italiani prevedeva ben altro. La Francia, dal canto suo, non rispetterà i propri impegni perché non effettuerà la tratta nazionale, rendendo così l’opera ancora più inutile. Sembrerebbe una strada in discesa per il Movimento, visto che tra l’altro a capo del Mit c’è un loro senatore e del governo Conte costituiscono la maggioranza: invece rinnegano il loro vecchio cavallo di battaglia. L’unica motivazione valida che si delinea è quella di stare a tutti i costi al governo, nient’altro appare muoverli in questa loro eterna contraddizione di sé stessi, dove affermano tutto e il contrario di tutto.

Ma non contenti di perdere la faccia, preferiscono farlo per ben due volte, perché Di Maio ha annunciato una mozione di sfiducia (contro il suo stesso governo e partito?) per fermare la Tav. Una mozione inutile perché non passerà e perché il sì Tav è arrivato proprio da un loro ministero e dal loro governo.

Zingaretti, aprendo la direzione del suo partito, dichiara che “Non perseguiamo un’alleanza con i Cinquestelle” e “Dobbiamo disarticolare il blocco gialloverde”. Forse a lui appare unito? O si è posto un compito con modalità retroattiva nel quale non ha nessuna parte politica, in modo che il Pd, finalmente, raggiunga un obiettivo che si è prefissato?

Appare di un’altra epoca politica la direzione del Pd targata Renzi; Zingaretti indubbiamente è l’uomo giusto per contrastare questi 5S sul loro piano politico e per condurre il Pd ad una nuova sconfitta. Centrando così l’elemento cardine delle primarie, quello di essere nuovi.

 

                                                                                                                               Emanuele Cheloni

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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