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HOME RESTAURANT: DARE ALLA PROPRIA CASA IL SAPORE DELLA RISTORAZIONE

Quello delle home restaurant è un concetto e un genere di business diffusosi solo negli ultimi anni in Italia, ma la sua origine risale al 2006 quando a New York prese piede il fenomeno della guerrilla restaurant, precisamente fare ristorazione in luoghi non convenzionali come appunto la propria casa, garage e scantinati. All’epoca infatti nel continente americano si svilupparono i supper club newyorkesi e le case particular a Cuba. In questo articolo ci occuperemo di capire come nascono e quali sono le leggi principali che le regolano.

Home Restaurant è la definizione ed il risultato perfetti dell’unione tra passione culinaria e business casalingo. Chiunque voglia trasformare la propria casa in un piccolo ristorante e diventare lo chef della propria cucina servendo piatti tradizionali, moderni o rivisitati, grazie a questa possibilità può farlo.

Secondo la normativa approvata dalla camera nel 2017 la nostra Home Restaurant dovrà essere composta principalmente da un gestore e da un utente operatore cuoco. Il primo si occuperà dell’organizzazione dell’attività ristorativa, mentre l’altro la porterà a realizzazione.

Ma come funziona esattamente? La prima cosa da tenere a mente è che la nostra casa non è un ristorante convenzionale, quindi un locale pubblico, ben visibile per strada, il quale può essere pubblicizzato nei modi più conosciuti. Il nostro appartamento è un ambiente privato e sarà fondamentale, per poter pubblicizzare e promuovere la nostra attività, ricorrere al mondo dei social network.

Tra i vari obblighi che saremo chiamati a seguire, troviamo quelli di natura economica. É vietato infatti, per l’operatore cuoco, superare il limite di cinquecento coperti e l’andare oltre i 5000,00 euro di proventi durante tutto l’anno solare.

Da non sottovalutare è la frequenza di esercizio della nostra attività. Se intendiamo aprire al pubblico la nostra casa seguendo dei giorni con orari prestabiliti, rendendo la nostra attività non occasionale e superando il tetto massimo di 5000,00 euro di fatturato, necessario sarà l’apertura della partita IVA così da rilasciare fattura all’utente consumatore.

Affinché la nostra Home Restaurant abbia successo la casa dovrà essere spaziosa, capace di contenere almeno sette coperti. Molto utile e apprezzata è la presenza di un balcone ed ancora meglio di un giardino. Quello che il cliente vuole non è solo il risparmio, ma anche un luogo confortevole dove possa sentirsi a proprio agio. Bisogna ricordare che una buona riuscita della serata, sarà fonte di molti passaparola, molto utili se non obbligatori per gli affari e la buona reputazione della nostra Home Restaurant.

Se vogliamo trovare un esempio di Home Restaurant, anche la televisione può esserci d’aiuto. Chiara Maci, blogger e cuoca, nel suo L’Italia a Morsi con Chiara Maci. La famosa blogger culinaria esplora le varie città all’insegna del gusto e delle ricette più caratteristiche entrando in contatto con molti portabandiera di tradizioni locali e culinarie prima esplorando il territorio e poi entrando in queste home restaurant dove le ricette prenderanno forma.

Questo è una breve panoramica di quello che c’è da sapere su questo piccolo, ma sempre più in crescita, fenomeno che riguarda l’immenso mondo della ristorazione. Chissà, magari un giorno potrebbe diventare il sogno di qualcuno di voi.

                                                                                                       Francesco Caruso

 

Per approfondimento sulla Legge Home Restaurant approvata alla Camera il 17 gennaio 2017: https://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR-CameraSenato2017.pdf

 

 

 

 

 

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Francesco Caruso

Mi chiamo Francesco Caruso, ho 23 anni e sono nato ad Ostia Lido (RM) il 1 dicembre 1995. Sono prossimo alla laurea in Scienze della comunicazione presso l'università Roma Tre per dare le basi a quello che spero sarà il mio futuro nel mondo del giornalismo e critica nel campo enogastronomico. La mia passione nasce semplicemente dal mangiare e dalle emozioni che questo suscita mentre si è a tavola. Sono un grande estimatore della semplicità e grande amante dei piatti poveri (in realtà i più nobili che esistano). Nel 2014 ho frequentato un corso di alta cucina presso l'Italian Genius Academy di Roma. Qui, però, ho capito che il mio posto non è ai fornelli, ma fuori dalla cucina, dando voce a quelle che sono le storie che la riguardano, i piatti e chi al suo interno crea e vive gran parte del suo tempo. Al di fuori dello studio sono un catechista, frequento un corso di salsa, canto in un coro giovanile, suono il basso e amo la musica. Collaboro da gennaio 2019 con il Metis Magazine, un mensile online lucano, e da settembre 2019 ho iniziato una collaborazione con il Kim International Magazine

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