Spazio Kabul

“Governo islamico” e Sharia: l’annuncio del leader dei talebani

La richiesta di Haibatullah Akhundzada verso i suoi oppositori di accettare l'amnistia e le sue assicurazioni che i diritti degli afghani saranno gestiti in base alla legge islamica, non sembrano parole di un leader che sta cercando di integrarsi con l'attuale governo afgano

Il Mullah Haibatullah, il capo supremo dell’Emirato islamico di Afghanistan, esige l’istituzione di un “governo islamico”, lo ha dichiarato sul sito ufficiale del gruppo, Voice of Jihad. «Gli obiettivi della nostra Jihad sono ottenere il piacere di Allah, la libertà del nostro paese e stabilire un sistema islamico». Haibatullah ha offerto l’amnistia generale a tutti coloro che si trovano nei ranghi dell’opposizione. Per il leader dei talebani, l’Emirato islamico non vuole una politica esclusivista, ad ogni membro della società che sia uomo o donna saranno riconosciuti i diritti dovuti, il Mullah ritiene che lo sviluppo della società sarà affrontato con coerenza grazie alla divina legge della Sharia.

Secondo il leader dei talebani l’intesa raggiunta con la delegazione americana è un grande passo verso la pace in Afghanistan. «La firma dello storico accordo con gli Stati Uniti e la conseguente cessazione dell’occupazione è un risultato straordinario per l’Emirato islamico e l’intera nazione afgana che può rivelarsi utile per tutte le parti se attuato con lealtà».  Haibatullah ci tiene a sottolineare che l’attuazione dell’intesa firmata a Doha il 28 febbraio 2020 determinerà la fine alla guerra tra gli Stati Uniti e l’Afghanistan. «L’accordo può rivelarsi un potente strumento per stabilire la pace e la rinascita di un vero sistema islamico nella nostra patria. Esorto i funzionari americani a non offrire a nessuno l’opportunità di ostacolare e ritardare questo patto bilaterale riconosciuto a livello internazionale, il testo dell’accordo è esplicito e costituisce un quadro vantaggioso per entrambe le nazioni e per la risoluzione dei problemi».

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Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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