NEL SUO NUOVO LIBRO FRANCESCO RUTELLI ANALIZZA IL FENOMENO DI QUELLI CHE DEFINISCE “EFFIMERI VINCITORI DI OGGI”. SCHIAVI DEI SOCIAL, SENZA PASSATO NÉ FUTURO, PERICOLOSI PERCHÉ NON SANNO RIFLETTERE, ATTENDERE, SOGNARE

Roma – Gli immediati vivono della e sulla insicurezza i sostenitori del tempo medio no: per loro contano sicurezza, solidità e durata. È forse questa la sintesi del nuovo libro di Francesco Rutelli che lancia un neologismo per raccontare il tempo che stiamo vivendo.

Contro gli immediati” questo il titolo del testo nel quale l’ex sindaco di Roma ben descrive la condizione di cui tutti, nessuno escluso è vittima. Quella semplificazione a tutti i costi che illude di essere connessi con tutto il mondo e che in realtà ci rende sempre più soli. Rutelli definisce il suo libro un “avvio di una battaglia“ di una presa di coscienza della quale prima o poi tener conto. Perché “l’immediatezza ci sta divorando“. Perché siamo tutti soggiogati da un tweet, da un messaggio whatsApp o da facebook ed è irrefrenabile l’istinto di guardare lo smartphone per vedere chi ci contatta ed è altrettanto irrefrenabile l’istinto di rispondere subito, di dire la nostra. Tutto in poche parole se non addirittura con una ”faccetta”. Tutto ovunque: ad un funerale, ad un convegno, sempre accesi e pronti ad esserci. “Contro gli immediati” è anche un libro che parla di politica, nel senso più stretto del termine. Lo ha sempre affermato Rutelli che non ha nessuna intenzione di tornare ad incarichi pubblici ma la politica la fa con cognizione di causa che politici in carriera non sanno nemmeno cosa sia.  

Rutelli alla presentazione del libro a Palazzo Barberini

Perché – afferma Rutelli – l’immediatezza c’è anche in chi va a votare. Nessuna analisi, piuttosto l’immediatezza nelle sensazioni e questo rischia di essere irreparabile”. Immediatezza in politica equivale a voto di protesta.

Una semplificazione che porta a non guardare al passato e a non progettare il futuro.

Nel testo l’autore propone il concetto di tempo medio. “L’orizzonte degli Immediati – afferma – è invece il tempo breve o brevissimo”.

Guarda avanti Rutelli e se accenna al passato lo fa come se fosse un bagaglio dal quale non separarsi perché contiene memorie preziose, eredità da tramandare.

Come sua abitudine Rutelli non si limita ad elencare situazioni ma le documenta con dati, numeri, fatti ben precisi. Che fotografano nitidamente lo stato delle cose così da rendere più nitido il suo pensiero agli occhi di chi lo legge.

L’invito di Rutelli è alla riflessione, “a stare” per qualche minuto sulle cose.

Immediatezza come onnipotenza. E cita, a proposito dei selfie, alcuni incredibili casi come quelli di giovani che si riprendono al volante a tutta velocità e immortalano la propria morte. Dov’è il senso di tutto questo?

Via – dice Rutelli – come sorvolando la nostra esistenza e quindi non la viviamo“.

L’anima ambientalista di Rutelli emerge quando cita LEONARDO: “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente“. E ancora, “L’acqua che scorre non è solo parte di un bacino idrologico, ma di un ecosistema. Ne facciamo parte anche noi, che lo modifichiamo e ne utilizziamo i servizi“. La metafora dell’acqua in realtà indica la coerenza dell’ex sindaco di Roma, che ha sempre affermato la necessità di studiare e custodire il passato per vivere il presente e indirizzare il futuro.

Gli Immediati, alla faccia dell’accordo sul clima di Parigi non hanno preso e non prendono ancora provvedimenti seri contro l’inquinamento che ci sta uccidendo, contro scellerate non prese di posizione in merito allo smaltimento dei rifiuti. Questo non ha fatto altro che aiutare la malavita a “sotterrare” ed è il caso di dirlo, una questione che riguarda tutti nessuno escluso. Anche politici e malavitosi.

Scuola, lavoro e politica” non a caso è il sottotitolo del libro. In questi tre ambiti, secondo Rutelli possiamo e dobbiamo trovare la nostra salvezza dagli immediati che ci circondano.

Una buona scuola e buoni insegnanti, eroi del nostro tempo, possono e devono trasmettere agli studenti la conoscenza e Il rispetto per il passato, in prospettiva. Altrettanto vero è che il lavoro, diritto, di ogni essere umano, è fonte anch’esso di conoscenza, dignità e futuro per sè e per le generazioni a venire. La politica in tutto questo è ovvio, assume un aspetto fondamentale perché le decisioni le prendono i politici.