Spazio Kabul

Gli attacchi suicidi non fermano una studentessa afghana

Shamsia Alizada, 18 anni, figlia di un minatore è arrivata prima all'esame di ammissione all'università su oltre 170.000 candidati. Farà il medico

Kabul – La giovane studentessa del centro educativo Mawoud di Kabul, un istituto specializzato nel tirocinio dei giovani afghani più bisognosi, devastato nell’agosto 2018 da un attentato suicida di matrice Isis in cui persero la vita molti compagni di classe, ha continuato a collezionare il massimo dei voti agli esami fino a raggiungere il sogno della sua vita.

Mentre i diritti delle donne sono in questa fase dibattuti al tavolo dei negoziati di Doha con il rischio che i talebani possano limitare la loro libertà, circa 2 milioni di ragazze non vanno ancora a scuola e meno del 30% delle donne in Afghanistan sono alfabetizzate. I talebani dicono di essere cambiati e promettono possibilità di istruzione alle ragazze, anche se molti temono che i diritti delle donne si deterioreranno nel caso di accordo con il governo. In questo momento delicato, l’exploit di Shamsia nonostante le grandi difficoltà incontrate, indica che alle donne deve essere data la stessa opportunità riconosciuta agli uomini. Negli ultimi due decenni, hanno fatto passi da gigante nei settori sociale, politico ed educativo.

Gli afgani hanno celebrato su Facebook la performance della giovane studentessa e hanno invitato i talebani a non impedire alle donne di ottenere l’istruzione. La foto di Shamsia, è condivisa sui vari social mentre piange di gioia. Molti afgani si sono emozionati postando frasi tipo: “Alizada è risorta dalle ceneri senza essere scoraggiata dai talebani o dal gruppo ISIS”.

In un’intervista all’agenzia di stampa Reuters, Shamsia Alizada ha dichiarato. «Ho timore di un eventuale ritorno dei talebani, ma non voglio perdere la speranza, perché i miei sogni sono più grandi della mia paura». Il padre lavora in una miniera nel nord ed ha deciso di trasferire la famiglia a Kabul pur di assicurare a sua figlia la possibilità di studiare. «È il senso di responsabilità verso la mia famiglia che mi ha fatto superare tutte le difficoltà. Ora il mio sogno è studiare medicina e servire la mia gente». Ci tiene a sottolineare Shamsia.

La protezione dei diritti e delle libertà delle donne, come affermato nella Costituzione afghana, è stato definito vincolo imprescindibile per arrivare ad un accordo dal governo afghano.
Sia gli uomini che le donne afghane guardano i negoziati con speranza e paura. Nel caso i diritti delle donne fossero compromessi al tavolo della pace, tale scelta non sarebbe mai accettata dal popolo afghano.

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button