L’analisi territoriale sui dati del Comune di Roma mostra una situazione complessa.

 

Con tutti gli allarmi e le paure sull’arrembaggio degli immigrati e degli stranieri, alimentate da media e parti politiche, è diventato sempre più necessario interrogarsi sull’effettiva presenza e pericolosità degli stranieri rispetto alla gestione dei territori. Prendiamo il caso di Roma, già polveriera per una pessima gestione politica del territorio e delle risorse e già scossa da una rivolta popolare (Tor Sapienza, quartiere nel V municipio, 2014), contro i centri di accoglienza. Analizziamo la situazione degli asili comunali, da sempre protagonisti nelle polemiche e nei dibattiti dell’opinione pubblica e termometro dell’integrazione come del rapporto tra generazioni italiane e straniere. Il Comune di Roma per il 2016/2017 offre un totale di 20921 posti per i nido e di 35759 posti per le scuole d’infanzia. Numeri estremamente insufficienti davanti alla domanda e al bisogno potenziali di 94582 bambini 0-3 anni e 104449 bambini 3-6 anni. In questa grave differenza si mostra l’ulteriore contraddizione di centinaia di posti vacanti per un calo di richieste causato dalla crescita progressiva delle tariffe che favoriscono famiglie con basso reddito e bambini stranieri. Allora quanti stranieri occupano i posti degli asili romani? In che rapporto numerico dividono le scuole con i bambini italiani? Gli stranieri ci rubano il lavoro, i diritti e i servizi sociali?

Le CARTOGRAFIE n°1 e 2 servono alla comprensione di un fenomeno che coinvolge  politica territoriale del Comune di Roma, rappresentazioni e percezioni pubbliche, comunicazione e media.

Si studia il territorio del Comune diviso nei suoi 15 municipi disaggregando i dati.

Per i nidi d’infanzia la più alta capienza di posti si identifica con i municipi IV (1751) e VI (1788), nella zona est, mentre la più bassa assoluta con il XV (636), nella zona nord. In queste aree sono interessanti le percentuali del rapporto tra stranieri iscritti e bambini iscritti: le più alte sono nel VI e nel XV municipio con la più bassa nel IV. Possiamo verificare il peso reale degli stranieri negli asili italiani; i risultati sono disarmanti: nel IV municipio di alta capienza quasi 1 bambino su 10 è straniero, nel VI di alta capienza 2 bambini su 10 sono stranieri e poi c’è il XV. Qua c’è il primo punto illuminante: nel municipio con la più bassa capienza in assoluto e con la più alta percentuale in assoluto di iscritti stranieri sugli altri, massimo poco più di 2 bambini su 10 è straniero.
La barbarizzazione degli asili nido si ferma davanti dati e carta (CARTA n°1).

Si passa alla situazione per le scuole d’infanzia.

I municipi con più alta capienza di posti sono il V (3260), nella zona est, e il IX (2476), nella zona sud, mentre il VI (1681), prima per i nido con alta capienza, è quello con più bassa capienza. Sovrapponendo i dati sulla presenza di iscritti stranieri il VI rimane però ancora quello con alta percentuale insieme al V mentre il IX rappresenta una bassa percentuale.

 

Convertendo le percentuali in risultati concreti si hanno per il IX quasi 1 iscritto straniero su 10 iscritti, per il VI 1 iscritto straniero e mezzo su 10 e per il V cioè quello con la più alta percentuale in assoluto poco più di 2 iscritti su 10 è straniero. Anche qui (CARTA n°2) la stessa sentenza: gli iscritti stranieri sono la minoranza, non occupano un numero di posti significativo e non pregiudicano il servizio agli utenti italiani. Il rapporto quindi è a tutto svantaggio anzi degli stranieri che si ritrovano così a vivere disparità sia a livello sociale sia a livello mediatico e dell’opinione pubblica.

 

 

Aggiuntive informazioni sullo stato reale delle cose si trovano nell’ISTOGRAMMA che rappresenta, in percentuali, la presenza dei bambini stranieri iscritti sull’intera popolazione di bambini a Roma per le fasce d’età 0-3 (nido) e 3-6 (scuola dell’infanzia). È chiara la situazione per ogni municipio; la media è per i nido 0.2 bambini stranieri che si sono iscritti su 10 bambini (italiani e stranieri), per le scuole d’infanzia 0.4 bambini stranieri che si sono iscritti su 10 bambini. In particolare i municipi considerati nella CARTA n°1 sono il IV nella media e il VI e il XV appena superiori. Per il focus della CARTA n°2 i municipi VI e IX sono sotto la media mentre il V porta la percentuale più rilevante in assoluto, un 8.1%, che può solo smontare il rischio di una pericolosa integrazione con gli stranieri e le azioni politiche che cercano consensi soffiando sulla paura e l’instabilità sociale.

Roma mostra le sue criticità, disuguaglianze e disorganizzazione, come l’immaturità civica della sua cittadinanza e dei media. Esistono, è evidente, differenze tra territori all’interno dello stesso Comune di Roma (area est rispetto a quelle nord e sud, nelle carte) come è evidente lo scarto tra realtà e percezione, molto grave per la pace sociale e per prevedere una consapevolezza, una riflessione e un progresso rispetto ai caratteri della città, alla gestione e alla comunicazione dello spazio sociale.