Diario di BordoMicro

GIOVANE, COMBATTI  QUALCOSA DI PEGGIO DELLA MAFIA,LA TUA GUERRA ORA E’ CONTRO UN ‘ANTICO NEMICO’

Dopo le sfilate contro la Mafia mons.Plinio manda un messaggio ‘cristiano’a don Ciotti,ai giovani,a educatori e cittadini

GIOVANE, COMBATTI  QUALCOSA DI PEGGIO DELLA MAFIA,LA TUA GUERRA ORA E’ CONTRO UN ‘ANTICO NEMICO’

Il Parroco di Stella Maris, la Chiesa vicina alle Scuole di Ostia:“La Civiltà dell’Amore non esclude nessuno, neanche gli antagonisti.”

Dopo i cortei di una parte di studenti e di qualche insegnante ed educatore contro la mafia monsignor Plinio Poncina parroco della Chiesa fisicamente più vicina alle Scuole, Santa Maria Stella del Mare (proprio dove spesso la mattina i ragazzi vengono accolti per fare ginnastica o dove passano a volte qualche ora di riposo, ndr) ha voluto esprimere un breve messaggio ‘cristiano’ per unirsi a questa lotta, che ha visto tanti sacerdoti uccisi, ma anche per ampliarne i contenuti e la sostanza verso quel male peggiore della mafia che è sempre accanto a ciascuno e che ha senso combattere ‘personalmente’ prima ancora della mafia sfilando in cortei, quel Male che tutti i credenti (cristiani, musulmani, ebrei..) ben conoscono dalla notte dei tempi e che viene chiamato l’Antico Nemico: il Male che non conosce bandiere o schieramenti, a cui piace confondersi tra chi ci sembra giusto e colpevole, che illude l’uomo sussurrandogli l’inganno di avere il potere su tutte le cose e su tutte le persone, di vincere le guerre, di portare la luce anziché esserne semmai il messaggero, di essere il giusto e la giustizia di fronte a un certo colpevole da escludere da tutto e tutti.

 

Per un padre e una madre di famiglia, per un educatore e un insegnante, per un sacerdote e un uomo di Dio, la reale sfida educativa va a sostegno di ciascuna singola ragazza o ragazzo, nel quotidiano, nella prossimità di un contesto, nell’accostarsi dove c’è bisogno di aiuto contro un Male specifico, una dinamica circostanziata. Anzi dove c’è qualcuno che sbaglia, una ‘figlia o un figlio’ ecco che un padre, una madre, un educatore, un insegnante, si avvicinano per primo. Se facciamo questo, se sappiamo da educatori ‘chinarci’ sopra ogni persona, giovane anzitutto, che ha bisogno di aiuto, allora la polarizzazione, lo schierarsi questo contro l’altro, il conflitto verrebbe prevenuto e non si darebbe al Male l’opportunità della scintilla che nello scontro preserva la sua essenza distruttiva, continuamente spostandosi da tema a tema.

 

“Bravi ragazzi, è bello schierarsi per una società più buona, ma c’è qualcosa ancora di più bello: essere liberi per FARE DEL BENE. Mentre nel mondo si equivoca sul dire: sono libero di fare ciò che voglio, anche di trasgredire e di vivere nel fare ciò che mi piace. La vera libertà ragazzi capace di avere il vero Vessillo di ‘Libera’ è quella che è liberante. Nasce dall’essere davanti a Dio scrutati e apprezzati dal Padre che ci ama. Libera perché ama ed è capace come Dio di creare la realtà nuova e feconda della Società dell’Amore che, come Paolo IV Papa vi chiedeva, è ‘la Civiltà dell’Amore che non esclude nessuno’ , neanche l’antagonista.”

 

Come già sostenva Giovanni Falcone la ‘mafia’ era ed è un’organizzazione che, come tutte le organizzazioni, ha avuto un inizio e ha una fine. In questo modo contestualizzava il fenomeno, anzitutto per impostare una chiara competente strategia nell’affrontarlo e poi, forse chissà, proprio già pensando che avendo questo fenomeno difficili contorni avrebbe rischiato di rappresentare nell’immaginario collettivo e nella psiche sociale un’aggregante indefinito capace di seminare il terrore e massificare superficialmente causando una certa confusione.

 

E’ chiaro che la battaglia contro la criminalità organizzata o contro il malaffare, il clientelismo, il nepotismo, sia qualcosa da condurre con assoluta determinazione, ma esiste anche un certo pericolo e la preoccupazione che una mobilitazione generalizzata contro ‘una mafia’ degeneri in una sorta di ‘guerra infinita’, una specie, per dirla grottescamente, di guerra al terrorismo de ‘noantri’, all’italiana.

 

Inoltre l’infiltrazione della stessa mafia all’interno dello Stato e degli Enti Pubblici ha chiaramente messo in discussione una netta polarizzazione tra ‘buoni e cattivi’ o tra ‘tutti sbirri’ e qualcuno malavitoso.

 

Tutto questo per dire che separando e imparando a separare, includendo e di fatto escludendo, non si da un insegnamento verace; categorizzando tra mafiosi e non mafiosi l’Educatore va a compiere una semplificazione che non può permettersi, un Politico invece una resa di fronte ad un problema enorme che va definito e affrontato con professionalità e che anzitutto si struttura nella perdita di collegamento tra popolo e istituzione. Pensare che questo divario tra la gente e i suoi rappresentanti possa essere appianato con la stigmatizzazione delle mafie nelle sfilate o dai fondi elargiti alle associazioni di volontari è l’anticamera di un populismo pericoloso che non edifica la società civile sul lavoro, dettame costituzionale, ma tira avanti nel volontarismo e nell’emergenzialismo. 

 

Per riflettere meglio su questo Monsignor Plinio Poncina  ha voluto rivolgersi ai ragazzi, al suo fratello in Cristo don Ciotti, agli educatori, anzitutto, da Cristiano, ribadendo come la via migliore per combattere anche le strutture criminali, la mafia, che i Sacerdoti possono mostrare è il Vangelo,  seguire il Maestro, Gesù il Cristo di Dio e Lui, i passi dei Sacramenti che fissano la strada.

 

C’è  sempre il pericolo, insito negli uomini, che spinti dai valori unirversali, dalla ricerca di giustizia sociale e terrena, per un’amore che vuole essere visto presto, verso i nostri ragazzi o verso le anime che ci sono affidate, non solo giovani, cittadini ed educatori, ma anche lo stesso popolo sacerdotale si faccia più prossimo a ‘Barabba’ , alla ricerca di un riscatto terreno dalla ‘schiavitù’ dall’ ‘occupazione’ da chi ci fa ‘violenza’, dal nemico del momento. Ma questa scelta in un Cristiano, in un Uomo di Dio, in un Sacerdote, non dovrebbe essere la migliore via da percorrere per definizione.

 

Papa Francesco ci ripete spesso che ‘il Tempo è superiore allo Spazio’ indicandoci la via di un Bene che si persegue con pazienza e speranza senza auspicare nel momento presente o prossimo una risoluzione come e quando noi la desideriamo. Per questo preoccupiamoci di vivere il quotidiano in maniera onesta, ciascuno lì dove si sente in famiglia ed estendendo anzi questo benessere. Essere buoni fratelli e sorelle maggiori verso i più fragili, preservare e preservarsi dalla violenza e dalla rabbia evitando il campo della rappresaglia o della vendetta, un cane che si morde la coda, una dinamica perversa. Questa è libertà, questo veramente Libera.  

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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