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GESU’ VISTO DA AUGIAS

Parla Corrado Augias giornalista e scrittore. Autore di inchieste e reportage. Nel suo nuovo libro, tra storia e romanzo, racconta il Cristo, l’uomo, il profeta

Mi interessa il passato. Mi appassiona il passato delle collettività. Leggendo il passato si capisce meglio come siamo arrivati ad essere ciò che oggi siamo”. In questa affermazione di Corrado Augias, c’è tutta la personalità, la passione, la meraviglia di esercitare una professione, quella di giornalista, nel modo più ampio possibile, a tutto tondo. Con la curiosità e la sensibilità che deve contraddistinguere il cronista.

Di Augias ricordiamo alcune tra le più seguite trasmissioni televisive, da “Telefono giallo” a “Babele”, da “Visionari” a “Enigma”. Con la sua penna e la sua voce, ha raccontato misteri d’Italia, personaggi e avvenimenti; ed in entrambi i casi, ha scavato con lucidità e coerenza senza lasciare nulla al caso. Il suo essere laico, lo ha portato a leggere e approfondire le vicende legate al Cristianesimo e alle figure di Gesù e Maria (“Inchiesta sul Cristianesimo” e “Inchiesta su Maria”). Ed è proprio in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Le ultime diciotto ore di Gesù” che lo incontriamo.

Il suo libro si sofferma in particolare sulle ore che precedono e seguono l’arresto, il calvario e la morte di Gesù. Come mai questa scelta?

Perché nemmeno i cattolici hanno mai sottolineato che la passione di Gesù si svolge interamente di notte; una passione e una morte che in qualche modo hanno profondamente inciso e rivoluzionato la storia e le religioni. Tutto si svolge in diciotto ore dall’imbrunire del giovedì al pomeriggio del venerdì. Un pugno di ore nel corso delle quali è stato deciso soprattutto il destino di un uomo.

 Augias, chi era Gesù?

Un personaggio grandioso, un profeta sicuramente, come ce ne erano tanti in quell’epoca ma che si distingueva dagli altri. Era un uomo dal grande carisma, un ebreo che voleva sovvertire i classici canoni della religione di quel tempo. Che ha messo al centro la povertà e l’umiltà, oltre che la parola. Come lui, solo San Francesco d’Assisi e il Mahatma Ghandi hanno raccolto il suo messaggio.

 Nel libro c’è il racconto storico di quel periodo e soprattutto, la descrizione di molti personaggi, forse mai approfonditi abbastanza nei testi e in letteratura.

Non dimentichiamo che Gerusalemme era sotto un’occupazione straniera, quella dei romani. Per poter parlare di questo profeta è stato necessario analizzare il contesto e le figure, i personaggi che hanno deciso della sua fine. Il rapporto tra romani e giudei.

Gesù dunque, grandioso.

E tragico. Uno dei grandi riformatori dell’umanità. La descrizione che se ne fa, sin da piccolo, è edulcorata, forse troppo. Ed invece siamo di fronte ad una grande personalità che quando parla lo fa con parole pesanti. E lo vediamo nel discorso della montagna, quello al Tempio, che porterà al suo arresto. Anch’essi, rivoluzionari. Il suo messaggio ha saputo incarnarlo in vita e in morte.

In “Le ultime diciotto ore di Gesù” descrive e fa parlare Ponzio Pilato e sua moglie Claudia ad esempio.  

La pochezza di Pilato emerge proprio dal racconto della decisione di condannare a morte Gesù. Un’autorità senza autorevolezza. Debole e incerto. Di Claudia Procula parla soltanto Matteo nel suo Vangelo. Una donna dalla spiccata personalità, tormentata e misteriosa.

E poi c’è Giuseppe, Joseph. Lei lo descrive come padre preoccupato per quanto sta per accadere al figlio. Anche se sappiamo che probabilmente era già morto quando il Cristo è stato crocefisso. Un racconto tra storia e romanzo.

La figura di Giuseppe è la meno descritta dai testi sacri. Anche perché nasce come padre putativo, un carpentiere che accetta un destino particolare. Ecco perché ho voluto immaginarlo padre vero.

Emanuela Sirchia

 

 

 

 

 

 

 

 

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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