IL RICORDO DEL TEEN DRAMA CULT IN UN AMARCORD DI EMOZIONI, QUELLE STESSE CHE HANNO FATTO SOGNARE UNA GENERAZIONE DI ADOLESCENTI

Wilmington (Carolina del Nord) – Nei ricordi degli adolescenti cresciuti tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 sarà probabilmente ancora impresso, a distanza di quasi vent’anni, quel pontile di legno non distante dalla casa di Dawson Leery, adolescente alle prese con i primi drammi della giovinezza, nonché amante del cinema spielberghiano. E in molti ricorderanno la sua storia, insieme a quella dei suoi compagni di viaggio nella fittizia Capeside: stiamo parlando di Joey Potter, Pacey Witter, Jen Lindley, Jack ed Andie McPhee. Perché il teen drama ideato da Kevin Williamson, e prodotto da Paul Stupin, ha segnato un’epoca impedendo ad altre realizzazioni del genere di prenderne significativamente il posto, o quantomeno di raccoglierne l’eredità. Infatti persino lo spin-off della serie di The WB, durata dal 1998 al 2003, non riuscì nell’intento.

Sei stagioni, quasi 130 episodi di quaranta minuti ciascuno: il successo della serie ha continuato a riconfermarsi nel corso degli anni, con la messa in onda delle repliche (a tal proposito, La 5 in questi anni non ha mai smesso di trasmettere tutti gli episodi nel periodo estivo). E pensare che – stando a quanto dichiarato dallo stesso Williamson – la vicenda di Dawson e dei suoi compagni di liceo rischiò di concludersi appena dopo la fine del secondo capitolo, a causa degli ascolti deludenti. Gli sceneggiatori dovettero così correre ai ripari e ideare un colpo di scena inaspettato: la storia d’amore tra Joey e Pacey, e il tradimento nei confronti del loro migliore amico. La coppia Potter-Witter, come è noto, si ricongiunse poi nel finale; e pare che proprio Williamson avesse inizialmente pensato a un epilogo diverso. Presente in occasione della scrittura degli ultimi episodi della serie, in seguito ad un precedente allontanamento, egli aveva immaginato una conclusione in cui la scelta della ragazza orfana di madre e ormai affermata donna in carriera ricadeva sulla sua anima gemella, Dawson. Per fortuna, e con somma gioia dei fan, le cose non andarono così.

Quanto al cast, malgrado il ruolo di protagonista e l’esposizione mediatica ottenuta grazie alla serie, James Van Der Beek si è in un certo senso accontentato di ruoli secondari e di una parte in CSI: Cyber. Identico discorso vale per Katie Holmes, o meglio per l’ex signora Cruise, di recente alle prese col suo debutto dietro la macchina da presa. Fortuna più benevola invece quella toccata a Joshua Jackson, ovvero l’irrequieto Pacey, visto in Fringe fino al 2013 e nell’acclamata The Affair (serie Showtime dove è, ancora una volta, al centro di un triangolo amoroso). Probabilmente quella ad aver costruito una carriera di maggior prestigio, per merito anche di un talento mirabile, è Michelle Williams, la Jennifer Lindley morta nell’ultimo episodio di Dawson’s Creek. L’attrice ha ricevuto diverse candidature agli Oscar, una delle quali per il film di Ang Lee I segreti di Brokeback Mountain (2005), recitato al fianco del compagno e padre della figlia Matilda, Heath Ledger, tragicamente scomparso otto anni fa per avvelenamento.

Simona Cappuccio