Editoriali

FLY-BOARD, VOLANDO SULL’ACQUA

Non è raro che coloro che amano lo sport nelle sue svariate forme e, più in particolare, coloro che amano le discipline che prevedono l’avere una tavola sotto i piedi, siano spesso alla ricerca di nuove emozioni. Emozioni che possono risolversi nello studio di nuovi Tricks (evoluzioni che richiedono abilità, precisione e talento) o nel ricercare nuovi strumenti per mettersi alla prova. Non essendo poche le persone che hanno questo pallino per le novità, le invenzioni certo non mancano. Una di queste è certamente il flyboard: un particolare macchinario che, composto da una tavola, degli stivali ben fissati alla tavola ed un sistema a propulsione connesso e dipendente da una moto d’acqua, permette letteralmente di volare a diversi metri dall’acqua compiendo le più svariate evoluzioni.

Il Flyboard  nasce da una brillante idea del campione di moto d’acqua Francky Zapata successivamente sviluppata dalla società francese Zapata Racing. I primi prototipi risalenti al 2011 hanno subito un grande processo evolutivo che ha permesso di sviluppare una tecnologia fruibile tanto dagli esperti di sport acquatici (che arrivano a sfidarsi anche in competizioni nazionali e internazionali) quanto da semplici curiosi. Un’importante innovazione, oltre chiaramente alle caratterstiche della tavola e dei sistemi a propulsione, riguarda il rapporto tra il flyboarder (mi si passi il termine) e la moto d’acqua. Fondamentalmente tale rapporto si può dividere in due diverse alternative. La prima prevede la guida della moto d’acqua da parte di una persona e l’utilizzo della tavola da parte di un’altra, mentre, la seconda (ovviamente indicata per i pro) che permette all’utilizzatore di guidare a distanza la moto attraverso un sistema di guida indipendete.

Insomma, tra back flip, rotazioni a 360°, tuffi, voli a 10 metri d’altezza e molto altro, il flyboard rappresenta un innovativo strumento per divertirsi e per alimentare il proprio amore per lo sport, un’esperienza indimenticabile da provare almeno una volta o una disciplina da approfondire e conoscere nei suoi più piccoli particolari.

Federico Molfese

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Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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