Cronache di Roma

Fiumicino a domicilio: il delivery per restare a casa

Fiorai, pizzerie, macellerie, lavanderie stanno avendo la possibilità di continuare le loro attività digitalizzandosi, in modo semplice e gratuito

Un sito gratuito e semplice per mettere a rete cittadini e aziende locali, con il duplice obiettivo di far restare a casa le persone e permettere alle attività economiche di proseguire nel lavoro, durante questa emergenza da Coronavirus.
È quasi più difficile descriverlo: le aziende o i liberi professionisti si registrano in 5 minuti completando un form con le loro informazioni, i cittadini cercano l’attività e premono il pulsante “chiama”, senza nessuna registrazione. E così le persone restano a casa e le aziende offrono i loro servizi a domicilio.

Enzo e Jonathan, raccontano la storia dell’iniziativa che ha conquistato Fiumicino, un progetto locale interno a Fiumicino, per Fiumicino, fatto da fiumincinensi. «Perché la conoscenza del territorio e delle aziende era fondamentale, e noi sapevamo come fare».
Tutto nasce banalmente, a fine marzo, da una circolazione di idee tra amici ed ex colleghi, per realizzare un sito semplice, da una richiesta dei cittadini, da un bisogno reale che sentivamo emergere anche nei vari gruppi Facebook. E il team si attiva: Jonathan cura la parte marketing, Enzo si occupa della parte Pr, Alessio che fa il designer pensa all’architettura della piattaforma, Matteo e Luca la sviluppano. Il 30 marzo va online la prima versione, realizzata in un attacco di pragmatica creatività, in una nottata. Il successo è immediato, inaspettato, e porta i ragazzi, come una start-up, a rilasciare la seconda versione, anche seguendo i feedback delle persone.
E i dati raccontano bene l’accoglienza positiva della popolazione: un centinaio di attività si sono registrate, molte altre sono state scartate perché non potevano aprire per decreto del governo. Sono 6000 gli utenti unici andati sulla piattaforma, che su circa 63 mila abitanti rappresentano circa il 10% della popolazione, 500 gli ordini. Nessuno si aspettava questi numeri, aiutati anche grazie al passaparola della gente.
Enzo aggiunge: «Abbiamo convinto le persone perché hanno capito che non ci sono scopi di lucro dietro, non abbiamo ricevuto nessuna critica, sentendo davvero una comunità unita, forse anche per questo momento straordinario di difficoltà.
C’era un bisogno effettivo e le cose semplici funzionano, con un occhio anche al rispetto di dati e privacy: non passano dati sensibili sul sito, i dati delle aziende sono quelli già pubblici; e gli utenti non devono registrarsi». Ma c’è di più: il sito genera il suo elenco di registrati sempre facendo una randomizzazione delle aziende, ogni ora, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità a tutti. A breve verranno inserirete le foto dalle attività, con la voglia di dare ancora più strumenti, sponsorizzandole.

Jonathan ed Ezio hanno affermato insieme: «Far restare a casa le persone era il nostro massimo scopo, se solo una persona è rimasta a casa grazie a questo, noi siamo contenti, e lo saremo anche se le aziende avranno, in futuro, aumentato la loro forza e capacità imprenditoriale. Non ci sentiamo eroi, semplicemente abbiamo aiutato la comunità con quello che sapevamo fare, non sapendo cucire mascherine».

UNA CATENA DI EFFETTI VIRTUOSI
Dopo qualche settimana Fiumicino a Domicilio sta svelando sul territorio effetti non previsti, non programmati e immaginati nemmeno dai creatori del progetto. Il sito ha permesso di continuare le proprie attività sicuramente a chi faceva delivery già prima dell’Italia in quarantena, ma anche e soprattutto a chi non lo faceva. Dando stimolo e possibilità di tenere il servizio a domicilio aperto anche dopo. Escluso il settore del food e della ristorazione, pensate a macellerie, fiorai, frutterie, una lavanderia. Molti dei titolari di questi negozi non erano vicini al digitale e oggi, con Fiumicino a Domicilio, stanno attraversando una forma di digitalizzazione, una trasformazione tecnologica prima impensabile per loro e che li avvicina al futuro; stanno sperimentando un’utilità momentanea e in proiezione.
Il macellaio di quartiere può registrarsi in 5 minuti, ed è online, senza pagare, gratuitamente: lui non deve gestire nulla perché parte solo la chiamata da parte del cittadino cliente.
Ecco quindi che il sito, il gruppo di amici, senza gestire né ordini né consegne, è divenuto un aggregatore di attività. Le pagine gialle 3.0, il ponte tra cittadino e commerciante.
Nasceranno nuovi clienti, nuove storie e relazioni, crescerà la digitalizzazione delle imprese: da questo progetto stanno fiorendo una miriade di effetti e soddisfazioni. «Le cose si sono smosse e noi gli abbiamo dato la spintarella», ha ammesso Jonathan.
«Tra le tante cose, più significativo è stato dare voce a chi non l’aveva, online: macellerie, frutterie, lavanderie, fiorai, un medico, un personal trainer…con la promessa che Fiumicino a Domicilio è gratuito e lo sarà sempre».

SENZA SCOPI POLITICI E DI LUCRO 

Due ragazzi del team che ha concretizzato Fiumicino a Domicilio fanno parte dell’amministrazione del Comune. Ma subito hanno voluto slegare fortemente questa iniziativa dall’amministrazione.
Perché? Per correttezza ed etica lavorativa. Insieme hanno spiegato: «la nostra esperienza al Comune finirà, ma questo vogliamo che continui. La nostra esistenza e vita non è legata al lavoro e alla politica, siamo altro e questo sito nasce tra amici nel tempo libero, nel dopolavoro».

IL FUTURO DI FIUMICINO A DOMICILIO
«Sarebbe da stupidi buttare tutta la rete che si è creata, abbiamo innovato nel nostro piccolo un settore legato alla vendita tradizionale. Finita l’emergenza vorremmo trovare un modo in più per aiutare le aziende a riprendersi: ci chiediamo tante cose e cosa potrebbe servire ancora. Ci sono già venute altre mille idee, anche più complesse ma poco realizzabili».

UN MODELLO DA REPLICARE?
Se vi chiedessero di replicare Fiumicino a Domicilio per altri territori? «La nostra è una tecnologia open source, a cui tutti possono attingere; da qualche giorno il codice del sito è online per tutti. Ma la cosa fondamentale nel nostro progetto è la conoscenza delle realtà. Io quindi potrei dirti come si fa il progetto, mi metterei a disposizione ma poi sta a chi vuole replicare l’esperienza nel suo territorio. Noi ti diamo il pensiero e la nostra storia», ha spiegato Jonathan.
Aggiungendo: «tutto ciò che e virtuale è reale, e la gente lo deve capire, la forza sta nella rete reale, la differenza la fa quella, la conoscenza del territorio. Avrebbe senso più Garbatella a Domicilio che Roma a Domicilio. Noi non ci siamo inventati nulla, non siamo dei geni, abbiamo solo preso il bisogno principale di una comunità, e siamo partiti dal quartiere. Consiglierei di fare questo».
Torniamo a Fiumicino; qualche giorno fa chiede sul gruppo Facebook “Sei di fiumicino se”: «come si chiama quel sito per le cose a domicilio»? Signora, Fiumicino a Domicilio.

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Emanuele Forlivesi

Scrivo, racconto, comunico e creo storie ed emozioni. E insegno a farlo. Su carta, a parole o in digitale. Giornalista da febbraio 2019, sono laureato in Lettere e in Informazione e Comunicazione. LA MIA STORIA è quella di un ragazzo nato sul mare di Roma che ha sempre respirato gli odori, osservato i colori, percepito la materia, ascoltato le voci degli ambienti naturali e sociali che ha vissuto fin qui. Visionario, ho sempre trasmesso le storie che questi celavano o esaltavano, in un biglietto di auguri o in una cartolina, su articoli o su pagine social.

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