Cronache di Roma

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI?

I giochi sono fatti. O forse no. A pochi giorni dalla chiamata alle urne per eleggere il nuovo sindaco di Roma, la nuova giunta ed il nuovo consiglio capitolino e, a poche ore dalla ufficializzazione delle liste a sostegno dei candidati a primo cittadino, ecco il colpo di scena (ma lo è veramente?)

Roma- L’ex capo della Protezione civile Bertolaso fa un passo indietro su sollecitazione dell’ex premier Silvio Berlusconi che a sua volta annuncia di appoggiare Alfio Marchini. In questo modo il Cavaliere chiama i suoi a raccolta per far convergere i voti del centrodestra, quello per sua stessa ammissione moderato, tutti sull’imprenditore romano.

Dunque, la lista Marchini che a sentire il suo leader era annunciata come fuori da ogni contesto e lontana dagli altri partiti, fieramente all’opposizione, oggi si trova ad essere sostenuta da Forza Italia e da una lista denominata Roma popolare-Marchini sindaco sostenuta a gran voce dal ministro Beatrice Lorenzin che si era defilata dal Cavaliere e che oggi si ritrova di nuovo unita a lui con la candidatura del costruttore romano.

Tutto per contrastare la Destra di Giorgia Meloni e Matteo Salvini che tastano il terreno, intenti a rodare la macchina che li porterà ad affrontare le prossime elezioni politiche nazionali puntando al modello destra franco-tedesco.

Lo avevamo scritto poco tempo fa su queste stesse pagine on line: “cos’è la destra, cos’è la sinistra?”. Perché in tutto questo bailamme per dirla alla francese o se si preferisce, caciara, per dirla alla romana, considerato che si sta parlando del futuro di Roma, chi è frastornato, confuso e irritato, sono gli elettori, quelli chiamati a dare il proprio voto.

E se non bastasse la confusione che regna sovrana, ecco Francesco Storace, anche lui aspirante primo cittadino che si dichiara pronto al ritiro, per cosa? Per sostenere anche lui Marchini. Lui, fedelissimo di Fini (è stato il suo portavoce) sicuramente di Destra tanto da essere presidente del partito che porta lo stesso nome.

Se non è confusione questa! Ed è chiaro, anche lui punta ad assicurarsi, un posto in giunta come peraltro fa Bertolaso, in caso di affermazione del centrodestra.

Alfio Marchini perderà di certo i voti di chi credeva di aver trovato un esponente “solo contro tutti”; di contro guadagnerà qualche punto da parte dei fedelissimi di Forza Italia.

Qualcuno, il più machiavellico (a proposito, la frase “il fine giustifica i mezzi” non è di Machiavelli) ed esperto di trame politiche, afferma che è tutto naturale e più semplice di quanto sembri. Il Cavaliere fa tutto questo per contrastare la Meloni e Salvini, peraltro suoi alleati praticamente fino a ieri (al nord lo sono ancora) che hanno avuto l’ardire di metterlo in un angolo, di decretare la sua fine e chi più ne ha più ne metta.

E loro? Meloni e Salvini proseguono per la loro strada e il secondo porta fieramente la Lega a Roma cercando di far salire sul Carroccio i romani che non ne possono più di degrado, di Mafia Capitale, di essere additati come il peggior popolo del Bel Paese. E lo fa portando con sé la ruspa con la quale promette di radere al suolo i campi Rom. Lo disse anche Alemanno…

Certo i campi Rom non sono la grande bellezza della Capitale ma le persone che ci “vivono” dove le mette? Le manda via? Non può, sono romani anche di tre generazioni. Dà loro una casa? E cosa racconta ai tanti italiani e non che sono in lista d’attesa da decenni per avere un alloggio?

“Divisi perdiamo” dice Berlusconi. “Gli elettori di FI votino per noi” dice la Meloni.

Spot su spot si avvicina il 5 giugno.

 

Virginia Raggi, candidata 5 Stelle tuona “Renzi e Berlusconi non mettano le mani su Roma” e aggiunge “torna il patto del Nazareno” e tra le righe fa riferimento ad accordi trasversali per non far vincere i grillini.

 

Intanto al centrosinistra Roberto Giachetti non è da meno con gli slogan e va al sodo quando annuncia “una task force anti-buche per ogni municipio che è in grado di intervenire in 48 ore su segnalazione dei cittadini attraverso un numero gratuito (telefonata, sms, whatsapp). Finalmente si va sul concreto… ma Giachetti, in caso di vittoria sa a che cosa va incontro? Le chiamate (diciamo migliaia per difetto?) intaseranno il centralino e si prepari anche ad una task force composta da centinaia di uomini. Vista la situazione buche dal centro alla periferia… “Roma torna Roma”, tuona dai manifesti Giachetti.

Semplicemente che Roma, che i romani, tirino fuori l’orgoglio e la voglia di riscatto. Certo è dura, campeggia la rassegnazione e la sfiducia e allora sta ai candidati ribaltare la situazione e mettere nero su bianco un programma concreto, fattibile e… possibilmente, sincero.

Emanuela Sirchia

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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