Cronache di Roma

Festa dell’Arma di Fanteria, il discorso del Generale di Brigata Giuseppe FARAGLIA

Alla presenza di circa 500 alunni delle scuole primarie di Cesano di Roma, Formello, Olgiata e Anguillara, di Autorità militari, civili e religiose e di numerose altre rappresentanze civili, il Gen. B. Faraglia, unitamente a tutto il personale del prestigioso Istituto di Formazione, ha celebrato la ricorrenza dell’Arma della Fanteria.

La cerimonia, sobria e solenne, è stata tenuta in doveroso ricordo del Caporal Maggiore Capo Nicola Palmieri, effettivo alla Scuola di Fanteria e deceduto per cause naturali lo scorso 16 maggio:

“tutti coloro che ci hanno lasciati, tenevano nel cuore, come Nicola, il loro giuramento. Oggi celebriamo la festa della Fanteria, Regina delle battaglie, composta da uomini e donne che ha fatto del sacrificio per la Patria, del senso del dovere e del valore sul campo la propria missione di vita. Il Fante, per eccellenza, è colui che sulla propria pelle, attraverso i propri occhi e nei suoi piedi, impara cosa significhi difendere un territorio ed onorarlo. I Fanti d’Italia hanno fatto l’unità nazionale, sembrerebbe una cosa scontata oggi ma non lo è. I ragazzi venivano chiamati a combattere. I Fanti d’Italia hanno poi difeso il territorio, lo hanno ri – liberato in alcuni punti della nostra storia e lo hanno onorato e difeso”.

Il Generale di Brigata Faraglia ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalle Forze Armate nelle operazioni di soccorso sul territorio:

“le Forze Armate di un Paese libero e democratico come il nostro, non si occupano di una sola missione ma intervengono su più fronti, vendesi le catastrofi naturali, le operazioni di soccorso alla popolazioni… sono a disposizione della popolazione per garantire il vivere civile e la pacifica convivenza dei popoli, ripristinando i basilari diritti umani per difendere libertà e pace. La scuola di Fanteria è custode di queste tradizioni e di questi valori conquistati con grande sacrificio e lealtà d’intenti.”

Ed è proprio parlando di lealtà d’intenti che il Generale ha spiegato come la Scuola sente il forte senso di responsabilità nel formare prima il carattere e l’animo del soldato e poi le competenze professionali che lo metteranno in condizioni di operare al meglio e con disciplina. 

Ricordando e ringraziando ancora Nicola, il Comandante della Scuola ha sottolineato l’importanza dell’ adempiere quotidianamente al nostro dovere dando al mondo il nostro contributo.

Parlando di vicinanza alla popolazione, il Generale ha spiegato come la Forza Armata dia man forte alla popolazione laddove se ne presenti la necessità:

“il campo di battaglia, oggi, è un elemento figurativo, è in mezzo alla gente e tra il nostro popolo che agiamo. Siamo una grande organizzazione dovuta ad anni di storia e sacrifici, quando si affrontano rischi e fatica, è chiaro che si debba essere organizzati e non degli sprovveduti. Siamo i figli della nazione…”

Ed è proprio parlando di figli che non si può fare a meno di evidenziare quanto sia stata produttiva la giornata per i 500 alunni ospiti della Scuola di Fanteria. La loro non è stata una semplice visita guidata ma una full immersione in quelle che sono le principali attività della scuola. Una giornata di esperienza e ricordo in cui tradizione, lavoro presente e progetti futuri hanno trovato la giusta sinergia. 

Che l’Esercito sia una risorsa per il Paese, forse i 500 bambini che oggi hanno visitato la scuola, lo hanno compreso. L’ho capito dall’entusiasmo nei loro occhi, nell’ammirazione dimostrata guardando i giovani sodati e nella gioia di vedersi coinvolti, in prima persona, in attività divertenti ed avventurose quali l’attraverso del ponte tibetano.

La linea che sembrava (erroneamente) dividere la realtà militare da quella civile è sottile e i bambini sono il ponte, lo slancio che mette in collegamento le generazioni vecchie con quelle nuove. Un bambino che vive, conosce e tocca con mano una realtà, sarà un adulto che avrà fatto esperienza di ciò che rappresenta la Forza Armata per il suo Paese e, soprattutto, cosa rappresenta il Paese per la Forza Armata, l’Esercito stesso e i soldati tutti.

FOTO DI EMANUELE TORRISI

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close