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Fast food, il cibo a portata di mano

Veloce, pratico e alquanto malsano. Scopriamo insieme la sua evoluzione

Il Fast food (cibo veloce), detto anche cibo spazzatura, è un fenomeno, un modo di mangiare, che ha fatto la sua entrata nel mondo gastronomico negli anni cinquanta quando il Merriam-Webster Dictionary nel 1951 lo fece apparire per la prima volta nelle sue pagine. La sua caratteristica sta nel tutto e subito, una pietanza o più che prendono vita grazie ad una sorta di catena di montaggio da chi ti serve a chi prepara il piatto. Si tratta di pietanze tutte uguali (per quanto esistano proposte diverse per ogni ristorante), con un sapore standard, nei vari paesi in cui vengono proposte. Un panino ad esempio, se proposto in più nazioni, avrà lo stesso sapore ovunque, qui in Italia come in Repubblica Ceca e via dicendo. Già da questo iniziamo a capire cosa si intende con l’aggettivo fast.

In realtà il concetto di fast food va ben oltre le nostre aspettative. La verità è che questo nasce migliaia di anni fa, fino ai tempi dell’Antica Roma e dei greci. All’epoca in molti servivano dei piatti pronti ai clienti che andavano di fretta, un antico fast food in poche parole. Oltre questo possiamo parlare anche di pirati, e le vecchie osterie avevano un servizio delivery.

Il primo esempio moderno di fast food può essere trovato in Inghilterra, nel 1860. Stiamo parlando ovviamente del famoso fish and chips, piatto molto famoso conosciuto in tutto il mondo. Il primo a proporlo fu un chiosco aperto a Oldham. Per definirsi meglio però il cibo spazzatura deve attendere l’era dell’industrializzazione per conoscere la sua vera forma.

Non possiamo parlare di fast food senza parlare della più grande e famosa catena di tutti i tempi, McDonald’s. Quest’azienda si occupa di preparare hamburger di svariati tipi. Le sue origini risalgono ad un piccolo chiosco di hot dogs nel 1937, gestito dai fratelli McDonald. Questi si rifornivano di frullatori per milkshake da Ray Kroc. L’obiettivo comune era di creare un’azienda molto più grande su larga scala con una cucina separata da vetrate, in modo tale che si potesse vedere la cucina e la preparazione dei cibi. Ma chi raggiunse l’obiettivo fu proprio Kroc, nel 1961 con la rilevazione dell’azienda dei fratelli. Di li a poco McDonald’ si espanse sempre più.

A seguire furono diverse le aziende a seguire McDonald’s sul mercato, ognuna con piatti simili o diversi sempre rimanendo nell’ottica del fast food. Tra queste possiamo trovare la catena Burger King e Subway con i suoi sandwiches e le sue insalate. Prima di McDonald’s fu White Castle, con i suoi hamburger quadrati, che ne mostravano la preparazione. Fu la prima azienda, nel 1921, a portare gli hamburger in un ristorante.  Ovviamente nessuno si fidava delle carni utilizzate, ma la caratteristica di riuscire a vedere la preparazione e i tipi di carne utilizzati creò di li in poi una clientela fidata.

Quello del fast food è un mondo che ha cambiato il modo di pranzare, un mondo che ha inghiottito lavoratori e soprattutto i giovani. Fin dagli albori veniva visto come un affare per le classi meno agiate, soprattutto dopo la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale, dove i soldi scarseggiavano e mangiare fuori era diventato cosa rara e per pochi. Insomma, fu un vero salvagente per la ristorazione e per lo svago delle persone e delle famiglie.

Questo però non deve farci dimenticare una cosa molto importante. Velocità e prezzi bassi significano, a volte, bassa qualità. I cibi dei fast food infatti possiedono la fama di essere grassi, pieni di zuccheri e sono veramente nulli dal punto di vista nutrizionale. Come se non bastasse questo cibo non fa altro che aumentare i problemi di salute legati al cibo e contribuisce in maniera rilevante al problema dell’obesità, soprattutto in paesi come gli Stati Uniti, dove questi ristoranti hanno una frequentazione molto elevata.

Bisogna ammettere che gli standard qualitativi ed i controlli stanno nettamente aumentando in questi anni, e la consapevolezza delle istituzioni, delle aziende e del consumatore riguardo la consumazione di determinati cibi sta aumentando e di conseguenza si cerca di portare sul mercato cibi migliori dal punto vista qualitativo. Le persone dal canto loro cercano comunque di mantenere una dieta abituale più sana rispetto al passato. Occhio quindi alle nostre sbandate gastronomiche, cerchiamo tutti di mantenere una dieta più sana possibile, mangiare cibo spazzatura, come tante cose una volta ogni tanto va anche bene, ma mai esagerare.

Francesco Caruso

Mi chiamo Francesco Caruso, ho 24 anni e sono nato ad Ostia Lido (RM) il 1 dicembre 1995. Sono prossimo alla laurea in Scienze della comunicazione presso l'università Roma Tre, per dare le basi a quello che spero sarà il mio futuro nel mondo del giornalismo e critica nel campo enogastronomico. La mia passione nasce semplicemente dal mangiare e dalle emozioni che questo suscita mentre si è a tavola. Sono un grande estimatore della semplicità e grande amante dei piatti poveri (in realtà i più nobili che esistano). Nel 2014 ho frequentato un corso di alta cucina presso l'Italian Genius Academy di Roma. Qui, però, ho capito che il mio posto non è ai fornelli, ma fuori dalla cucina, dando voce a quelle che sono le storie che la riguardano, i piatti e chi al suo interno crea e vive gran parte del suo tempo. Al di fuori dello studio sono un catechista, frequento un corso di salsa, canto in un coro giovanile, suono il basso e amo la musica. Ho scritto alcuni articoli per il Metis Magazine, un mensile online lucano, e da settembre 2019 ho iniziato una collaborazione con il Kim International Magazine

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