“Fascisti su Tinder”, l’ultimo monologo satirico dello stand-up comedian Daniele Fabbri sbarca al Teatro del Lido di Ostia. Le nostre telecamere hanno avuto il piacere di incontrare Daniele Fabbri prima dello spettacolo. Si può trattare il tema del fascismo (e dell’antifascismo) in chiave ironica?

È giusto che un 35enne torni single e tenti di rimorchiare le Milf su Tinder parlando di Pasolini e Che Guevara? E se parlasse del Duce, invece? Questi e altri inquietanti interrogativi per il nuovo lavoro satirico di Daniele Fabbri, untore televisivo, attore, comedian, fumettista e scrittore comico-satirico
Doppi sensi, un linguaggio spinto ma coinvolgente, frecciatine neanche troppo velate a ideologie estremiste e humour esilarante sulla sessualità nel terzo millennio sono i mezzi di cui si avvale lo stand-up comedian romano nel suo ultimo spettacolo, ieri portato sul palco del Teatro del Lido di Ostia. Dissacrante, irriverente, geniale e spassosa: così si può definire la comicità di Daniele Fabbri, i cui sketch sono addirittura trasmessi su Sky sul canale Comedy Central. Ma la comicità non è fatta solo di carrellate di battute gratuite, e dietro a discutibili istruzioni antimolestie e derisioni dei cosiddetti “nostalgici”, si nasconde un pungente e mordace scherno alla società dei social network e delle dating apps. E così, nel suo spettacolo Fabbri riflette sui movimenti femministi e sul MeToo (senza mai scadere nell’offensività) e si chiede cosa significa approcciare in un’epoca dove la questione sulle molestie sessuali si fa ogni giorno più spinosa, e allo stesso modo medita su come possano esistere le ideologie nazionaliste nel 2018.

Poche ore prima dell’inizio dello spettacolo, Daniele ci ha concesso una meravigliosa intervista (anzi, una piacevole chiacchierata) che riportiamo nel video di seguito:

Si ringraziano Pietro Clemente (video e riprese) e Matteo Soldo (audio)

Servizio, intervista, riprese e montaggio di Michele Porcaro