In Afghanistan i  social network cominciano a far breccia tra la popolazione, la grossa maggioranza dei  giovani  li utilizza non solo per puro divertimento, ma  per dibattere questioni sociali e politiche

Kabul- L’idea, in generale, è quella di incrementare l’utilizzo e potenziare l’accessibilità alla popolazione. Secondo il Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia, circa il 9% degli afgani utilizza internet, oltre 240mila sono utenti abituali di siti di social come Facebook, Twitter, YouTube.

L’accesso ad una rete come mezzo di comunicazione, nasce in Afghanistan nel 2002, dopo l’insediamento dell’ex presidente Hamid Karzai. Prima di quella data era severamente vietato, dal momento che  il precedente governo, guidato dai talebani  non accettava internet,  ritenuto un mezzo utilizzato per diffondere contenuti immorali e anti-islamici. Il governo talebano, inoltre, non avrebbe potuto monitorare facilmente la rete, visto la facilità di connessione delle linee dal vicino Pakistan.  Dopo la caduta del regime dei fondamentalisti islamici, la situazione è radicalmente cambiata,  dei cinque gestori di servizi internet funzionali nel 2003, oggi il numero è salito a  ventidue.

Grazie a questa crescita esponenziale, sono nati  numerosi  Internet café e punti di accesso pubblici dove poter navigare. L’Afghanistan  ha una percentuale relativamente bassa di utenti che accedono ad internet tramite computer o smartphone,  statistiche seppur poco attendibili parlano di circa 3 milioni di afgani su  31 milioni di abitanti, di questi, solo il 63% utilizza i social network abitualmente. L’accesso a internet è costoso, anche se i prezzi sono recentemente diminuiti, grazie alla espansione di una rete in fibra ottica, sostenuta dalla Banca Mondiale e altri donatori internazionali.  Al momento copre il 65% del territorio, tuttavia si prevede di collegare tutti i 34 capoluoghi di provincia del Paese, anche se con grosse difficoltà, è molto complesso lavorare in zone in cui i collegamenti stradali sono inesistenti e dove vi sono continui conflitti provocati da forze antigovernative.

Tuttavia la battaglia per aumentare l’utilizzo  della rete è difficile che possa essere vinta rapidamente, anche a  causa dell’arretratezza del Paese ed un lento sviluppo economico e sociale. Basti pensare che il 75% degli afgani vive in zone rurali con scarso approvvigionamento elettrico, e solo al  41% della popolazione arriva  energia elettrica regolarmente.

Le dichiarazioni trionfalistiche  fatte dal governo in materia sviluppo tecnologico, in cui si dichiara che più della metà della popolazione possiede un telefono cellulare e che quatto aziende offrono servizi 3G, sembra infondato, quando è evidente  che non tutti gli utenti possono caricare  i loro telefoni per mancanza di elettricità. Il tasso di alfabetizzazione è un altro elemento che non aiuta la diffusione e la fruibilità di internet  in Afghanistan, anche se importanti passi in avanti sono stati fatti. L’attività scolastica femminile è in aumento, seppur solo il 43% delle donne  è in grado di leggere e scrivere. Nonostante i grandi sforzi del governo, in Afghanistan l’utilizzo di internet rimane sotto la media mondiale. Solo le grandi città come Kabul ed Herat sembrano adeguarsi ai parametri internazionali, investendo anche nel settore. Infatti nei grandi centri sono sorti  i primi centri media, questi forniscono strumenti per la formazione informatica, dall’uso del computer di base all’editing multimediale, al momento sono accessibili solo al personale di imprese  pubbliche e private.

Facebook, il social network più utilizzato in Afghanistan

Facebook, il social network più utilizzato in Afghanistan

I centri di formazione sono impegnati anche  nel campo della fotografia digitale. La nascita di questi spazi, in prospettiva può essere di grande aiuto per  aumentare la fruibilità dei sistemi informatici a tutti i cittadini del Paese, diversificando anche la geografia, il piano attuale è quello di aprire almeno altri tre centri in province come Mazar-i Sharif, Jalalabad e Kandahar, con l’obiettivo a lungo termine di creare una rete nazionale. La diffusione di questi mezzi di comunicazione e di internet sta giocando un ruolo rilevante nei rapporti tra uomini e donne. Gli spazi comuni per i due sessi sono diventati virtuali, senza che alcun occhio indiscreto possa giudicare le ragazze che si lasciano corteggiare, in questa nuova modalità di approccio simile a quella degli adolescenti alle prime armi. I giovani si innamorano presto sui social network, non essendo abituati alla pratica di dover scegliere con chi iniziare una relazione.

Forse siamo ad una svolta sociale, un passo verso l’emancipazione.

Pierluigi Bussi