Dal 2003 la comunità LGTB turca cerca, invano, di far valere il proprio diritto ad esiste. Cerca di cambiare un sentimento, sempre più diffuso, che vuole l’omosessualità come un “peccato mortale”. Non è stato sempre così…

Istanbul – Sfidando i divieti imposti dall’Ufficio del Governatore, la comunità LGTB presente ad Istanbul ha scelto di marciare lo stesso per le strade della città. Vogliono rivendicare il diritto di amarsi liberamente e senza incorrere in sanzioni. La risposta delle istituzioni, però, è stata come prevedibile particolarmente dura: centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa, controlli ed identificazioni di massa all’ingresso di piazza Taksim e di Istiklal Avenue Come se non bastasse, poi, è arrivato anche la contro manifestazione organizzata da un gruppo ultranazionalista contrario all’evento.

Il risultato, inevitabile, una serie interminabile di tafferugli, cariche da parte della polizia e una decina di arresti da una parte e dall’altra. Fonti istituzionali assicurano che il corteo era stato vietato, ufficialmente per ragioni di sicurezza, ma anche perché non era arrivata la richiesta ufficiale agli uffici preposti. Un’eventualità immediatamente confutata dal portavoce di Kaosgl, la principale associazione turca per la promozione dei diritti delle persone LGTB. Il quale ha dichiarato di aver inviato formale richiesta il 5 giungo, allegando anche orari e percorso della manifestazione.

Il divieto imposto lo scorso lo scorso 24 giugno, però, è solo l’ultimo di una serie di divieti che dal 2003, anno in cui si è celebrata la prima giornata dell’orgoglio gay in Turchia, sono stati imposti a questo tipo di manifestazioni. Era accaduto già nel 2016, dove con un fitto lancio di lacrimogeni e diverse cariche la polizia aveva disperso i manifestanti. In quell’occasione, lungo le strade della città era apparse diverse scritte omofobe realizzare, sembrerebbe, dal gruppo “Giovani difensori dell’Islam”.

Quello dei diritti degli omosessuali nella Turchia contemporanea rimane una questione aperta. Fonte di un lunghissimo e spinoso dibattito. Secondo uno studio condotto dal Centro Pew, circa l’80% dei turchi considera l’omosessualità una cosa immorale. Non è stato sempre così, però. Fin dalla nascita dello Stato e anche in epoca ottomana essere gay era considerato una normalissima scelta persole. Ultimamente le cose cambiate, a confermarlo le aggressioni e le violenze che negli anni hanno subito gay e lesbiche in tutto il paese.

 

Mattia Bagnato