ERATOSTENE CONTRO I TERRAPIATTISTI

Come fu che un matematico greco di 2300 anni fa scoprì, senza alcuna tecnologia a sua disposizione, che la terra era sferica e non piatta, come sostenevano i suoi contemporanei. Cosa ne penserebbe oggi Eratostene di Cirene dei terrapiattisti e della cosiddetta “Flat Earth Society”? 

L’amato e compianto Umberto Eco, in una nota intervista rilasciata prima della sua scomparsa, affermò che: “Il web ha dato diritto di parola a legioni di imbecilli”. Un’affermazione molto dura, questo è vero, ma navigando tra vari siti e social network, ci si rende conto che forse il caro vecchio Umberto non aveva tutti i torti. Sulla rete si leggono assurdità di ogni genere: c’è chi crede che il governo regali agli immigrati e ai clandestini smartphone, stecche di sigarette e ricariche telefoniche; c’è chi crede che le autorità ci controllino ogni minuto della nostra giornata tramite microchip sottopelle; e c’è chi ha creduto che, durante l’ultima serie di terremoti che ha colpito l’Italia centrale, lo Stato avesse ideato dei diversivi per non risarcire le vittime del sisma. Ma una delle teorie più assurde è stata concepita dai cosiddetti “terrapiattisti”.

I terrapiattisti (chiamati anche “Earthers”) come suggerisce il nome stesso, sono coloro che sostengono, in barba a tutte le scienze astronomiche, che la Terra non sia di forma sferica\geoidale, bensì piatta. Ancor più assurde sono le teorie che avanzano per giustificare tale supposizione (che, ovviamente, si rivelano vacillanti, contradditorie e ridicole). Ad esempio: perché sui nostri libri di scienze c’è scritto che la terra è sferica? Perché così ci vanno a guadagnare la Nasa e le compagnie aeree, mandando avanti i loro loschi affari! Semplice, no? E come la mettiamo con i due poli? Non sono che muri, a loro dire! I poveri Keplero e Galilei si ritrovano ad essere tacciati da dei professoroni da tastiera. E che dire dei poveri astrologi e scienziati? Anni e anni passati in Atenei e Università a studiare tomi su tomi, quando bastava guardare un video su Youtube di qualche squinternato pazzoide di mezz’età per capire come funziona l’universo!

Lasciamo l’ironia da parte, e cerchiamo di ragionare. Chi potrebbe smentire questi dottori della tastiera è vissuto circa 2300 anni fa: in tasca non aveva uno smartphone, né Google Earth, né tanto meno cannocchiali e macchinari degni del miglior laboratorio di astrofisica di Greenwich. Eppure, già allora, questo matematico riuscì a intuire che la terra non era piatta, come sosteneva la teoria di Claudio Tolemeo, bensì sferica: stiamo parlando di Eratostene di Cirene. Eratostene era un dotto greco vissuto nel III secolo a.C. Lavorò ed operò alla corte di Alessandria, dove si occupò di istruire e formare Tolemeo IV Filopatore, futuro faraone dell’Egitto ellenistico. Dedicò la sua vita nello studio di tutte le aree del sapere, lasciando un indelebile segno nelle scienze matematiche, fisiche e astronomiche. Fu uno dei primi cartografi, riuscendo a tracciare (attraverso l’applicazione del sistema longitudinale e latitudinale) prima una carta dell’Egitto e delle foci del Nilo, per poi arrivare a delineare una carta del mondo conosciuto dai suoi contemporanei, dall’Hiberia al Caucaso e dalle Gallie fino all’Africa mediterranea. Non a caso viene considerato uno dei pionieri della Geografia, con l’accezione di descrizione della Terra.

E a proposito della Terra, Eratostene un giorno volle rispondere a una domanda che molti suoi contemporanei si ponevano: “Quanto è grande la terra?” Per rispondere a questa domanda, Eratostene prese due città come canone di riferimento: Siene ed Alessandria. Partendo dal presupposto che Alessandria si trovasse a nord di Siene, odierna Assuan, il matematico misurò l’angolo d’ombra delle due città il giorno del solstizio d’estate. Piantando un bastone a Siene, Eratostene constatò che esso non proiettava alcuna ombra, mentre il bastone piantato ad Alessandria proiettava una piccolissima ombra, precisamente di 7°12’. Di conseguenza la differenza di latitudine tra i due luoghi era di 7° 12′. Conoscendo la distanza tra Siene e Alessandria era possibile calcolare, per mezzo di una proporzione, la misura della circonferenza e quindi del diametro terrestre. Infatti, se 7° 12′ rappresentano un cinquantesimo dell’angolo giro, anche la distanza Siene – Alessandria deve essere la cinquantesima parte della circonferenza terrestre. Le stime della distanza tra le due città era allora di 25.258 stadi (1 stadio = 157 metri). Ottenne un valore del diametro terrestre pari a circa 12629 km, una misura straordinariamente vicina a quella oggi accettata (inferiore soltanto di circa 113 Km, meno del 2%). Un risultato sorprendente, soprattutto se valutiamo che fu fatta senza l’utilizzo di alcuno strumento scientifico.

Ma ancor più sorprendente fu la seconda deduzione che ne ricavò Eratostene: la terra era di forma sferica. Eratostene nelle sue opere spiegò infatti che, durante le eclissi di Luna, l’ombra della Terra proiettata su di essa aveva sempre un contorno circolare. Inoltre, nel corso dei suoi studi di astronomia, scoprì, tramite le relazioni dei navigatori e dei viaggiatori, che le stesse stelle e costellazioni che vedeva lui da Alessandria non erano visibili ad Atene o a Cipro, e viceversa dalla Grecia e dall’Italia gli astronomi potevano vedere delle stelle che il buon Eratostene non aveva modo di osservare. Se la Terra fosse piatta, come i sostenitori del terrapiattismo affermano, ciò non sarebbe possibile, dal momento che sotto lo stesso firmamento tutte le stelle sarebbero visibili da ogni luogo del globo. La conclusione che ne trasse Eratostene a questo punto fu che la Terra fosse di forma sferica, ma che le sue dimensioni sono di gran lunga inferiori a quelle degli altri corpi celesti che la circondano.     

Traendo le nostre conclusioni, la prossima volta che incontrerete un sostenitore del terrapiattismo, o leggerete su Facebook un articolo a sostegno della Teoria della Terra Piatta (la cosiddetta “Flat Earth Society”) raccontategli della straordinaria esperienza di Eratostene, che riuscì a portare alla luce scoperte sorprendenti con pochissimi mezzi a sua disposizione, e con nessuna tecnologia all’avanguardia dalla sua parte. O più semplicemente, regalategli un libro di scienze.

Perché per combattere l’ignoranza, basta l’umiltà di chi possiede la conoscenza.

                                                                                                                                                                            Michele Porcaro