Storie dall'Italia

Enrico Letta nuovo segretario PD: dalla vergogna al riscatto

Richiamato ed eletto all’unanimità, ora ha davanti a sé una enorme sfida. Sarà il partito che "fa parlare i giovani, non il partito dei giovani"

Roma – Domenica 14 marzo, Enrico Letta è stato eletto nuovo segretario del Partito Democratico dopo le dimissioni a sorpresa di Nicola Zingaretti. Invocato e richiamato da tutti i maggiori esponenti dem, l’ex premier, negli ultimi anni ormai in giro per l’Europa come docente e osservatore, aveva sciolto con qualche giorno di riflessione i suoi dubbi sul suo ritorno in campo da protagonista.
Perché sì, Enrico Letta era già stato protagonista della politica italiana, nel suo governo tra 2013 e 2014. Ma tutti ricordiamo l’indegna fine che aveva subito, con grande educazione: Matteo Renzi, appena diventato nuovo segretario PD favorì le dimissioni di Letta per fare spazio a un nuovo esecutivo guidato da se stesso. L’immagine del passaggio di consegne di rito con la campanella tra Letta e Renzi rimase uno storico tradimento.
Avevamo intervistato Letta due anni fa in occasione di una conferenza con Piero Angela all’Università Tor Vergata di Roma, dove aveva anche presentato il suo libro di riflessione Ho imparato; in quell’occasione parlò di Europa, multiculturalità, migrazioni e Mediterraneo, di giovani e meritocrazia. Vedremo ora se quello che ha imparato diverrà la sua azione di governo del PD e di chissà che altro.

“INSIEME L’ITALIA CI VOTA”

Il discorso di Letta all’Assemblea PD è stato deciso e denso, ad ampio respiro, includendo temi anche poco attuali ultimamente e per questo divisivi (con l’effetto di scatenare le polemiche della destra da Salvini alla Meloni).
Enrico Letta ha spiegato: «Ho ricevuto più messaggi in pochi giorni che in sette anni, ma la vita è fatta cosi. Viviamo una situazione di emergenza. Io sento profondo questo impegno, difficile e complesso, e lo intendo portare avanti con senso del limite, decoro e rispetto. E insieme possiamo vincere. Non sono qui per condurvi alla sconfitta».
Il nuovo centrosinistra parte da nuove iniziative e leadership. «Se diventiamo il partito del potere moriamo. Dobbiamo incontrare il M5S guidato da Conte con rispetto e attenzione. La coalizione è cruciale. Il metodo delle correnti non funziona, superiamo insieme la sclerotizzazione – ha sottolineato Letta -. Per essere alternativi alla destra di Meloni e Salvini dobbiamo costruire e chiamare ognuno ad assumersi le proprie responsabilità. Il Pd o ha l’ambizione di costruire una coalizione o perde ragion d’essere».

PARTI SOCIALI E GIOVANI

Partecipazione sarà la parola chiave: «Ho intenzione di lavorare come segretario Pd con questo tema della partecipazione». Un partito che dovrà mettere insieme l’anima e il cacciavite e che dovrà puntare sui giovani: «Arrivo con i giovani nel cuore», ha assicurato.
L’ex premier ha lanciato l’appello a riaprire il colloquio con le parti sociali: «Noi dobbiamo lavorare per far tornare gli insegnanti a pensare che il loro è il mestiere più bello del mondo, ma dobbiamo dare l’idea che sia il mestiere più bello anche per i giovani.
Ho vissuto con una nuova generazione che mi ha insegnato tanto, hanno vissuto la crisi profondamente, ringrazio gli studenti internazionali e italiani. Parafrasando don Primo Mazzolari, dobbiamo essere il partito che fa parlare i giovani, non il partito dei giovani. I giovani saranno al centro. Se non ce la farò avrò perso la mia sfida qui. Per questo voglio mettere insieme un’università democratica. Proporrò il voto ai sedicenni».

L’EMERGENZA DELLA PANDEMIA

«Centomila morti, è scesa la speranza di vita, drammaticamente e per la prima volta nella storia recente del Paese, la solitudine, lo smarrimento, le famiglie che hanno perduto i loro cari. Il mio pensiero va al personale sanitario, ai rappresentanti dello Stato, la loro dedizione è stata ed è fondamentale. Penso al mezzo milione di italiani che hanno perso il lavoro, a loro noi guardiamo cercando le migliori soluzioni per il loro futuro. Mi viene in mente la frase di Papa Francesco che dice che vorrebbe un mondo che sia un abbraccio fra giovani e anziani. Da solo nessuno si salva. Ce lo ha detto il Papa». E ha aggiunto: «Lo stesso fatto che sia qui io e non una segretaria donna dimostra che esiste un problema. Io metterò al centro il tema delle donne».

UNIONE EUROPEA

L’Europa è «il nostro orizzonte e il nostro tratto distintivo. Ma siamo diventati il partito delle ztl, dobbiamo sfidare la Lega sul territorio. Dovrà essere il nostro campo da gioco. Non dobbiamo lasciare nessuno escluso. Faremo una battaglia perché Patrick Zaki diventi cittadino europeo. Sarebbe un segnale per l’Egitto che ha violato insopportabilmente i diritti umani».

IL VADEMECUM PER I CIRCOLI PD

20 punti + una ventunesima domanda aperta sull’organizzazione delle Agorà Democratiche: è il programma di Letta preparato dal Nazareno per le sezioni dem di tutta Italia, con l’obiettivo di aprire una discussione sul programma del partito. Concretezza e rapidità: su ciascun punto, le proposte “dovranno essere sintetizzate in massimo 100 parole. E i risultati dovranno essere restituiti entro mercoledì 31 marzo 2021”.
Tra quei punti: “Tenere insieme anima e cacciavite”, divari di genere, voto ai sedicenni, ius soli. «Dobbiamo conservare e rivendicare la nostra anima, i nostri valori, la nostra identità, facendo leva però sugli strumenti necessari a realizzare le nostre idee».

La nostra intervista a Letta nel 2019 a Tor Vergata: http://ilkim.it/enrico-letta-in-italia-manca-chi-dica-no-a-politici-come-salvini-che-danno-la-colpa-alleuropa-e-ai-migranti/

Emanuele Forlivesi

Scrivo, racconto, comunico e creo storie ed emozioni. E insegno a farlo. Su carta, a parole o in digitale. Giornalista da febbraio 2019, sono laureato in Lettere e in Informazione e Comunicazione. LA MIA STORIA è quella di un ragazzo nato sul mare di Roma che ha sempre respirato gli odori, osservato i colori, percepito la materia, ascoltato le voci degli ambienti naturali e sociali che ha vissuto fin qui. Visionario, ho sempre trasmesso le storie che questi celavano o esaltavano, in un biglietto di auguri o in una cartolina, su articoli o su pagine social.

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