Storie dal Mondo

EDWARD SNOWDEN, TRADITORE O EROE?

Edward Snowden, ex collaboratore della Booz Allen Hamilton (azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, la National Security Agency), famoso per aver reso pubblici i poco puliti lavori dell’NSA. Se da un lato vi è chi si batte per definire Edward Snowden un eroe, dall’altro vi è chi continua a definirlo una spia. L’Accademia della Crusca, ad esempio, si è schierata dalla parte di coloro che elogiano l’operato di Snowden definendolo un “allertatore civico”. Vi sono poi la petizione formulata da Amnesty International (con la quale si tenterà di far concedere la grazia al ragazzaccio) e un bel film uscito nelle sale cinematografiche che propone uno Snowden-eroe immolatosi per proteggere i più deboli. I “cattivi” invece, sembra che siano coloro che ce la mettono tutta per definire Snowden una spia e un traditore. Ma questi cattivi, sono davvero così cattivi? A poco serve citare il fatto che sembrerebbe che Snowden non si sia limitato a parlare di programmi che agivano in violazione della privacy, purtroppo la verità riguardo a cosa e quanto abbia spifferato non è materia che noi civili possiamo anche lontanamente sperare di maneggiare.

Perché scappare?

Ma una domanda possiamo farcela. Perché è scappato? Fuggire dopo aver tirato il sasso. E non un fuggire chissà dove, ma in Russia (insomma, anche i bambini sanno che tra USA e Russia non è che corra proprio buon sangue). Ma al di là della Russia, per quanto non sia un dato così ininfluente, il fatto di essere fuggito toglie di fatto a Snowden la possibilità di essere considerato un eroe. Battersi per il proprio popolo vuol dire saper affrontare il proprio popolo. Edward questo non l’ha saputo fare. Sarebbe stato bello vederlo tornare in aeroporto negli USA dopo aver protetto la democrazia, farsi arrestare, subire un processo e, chissà, magari venir liberato poco dopo grazie ad una petizione firmata dal popolo statunitense o da molti più Paesi. Ma non è andata così. Eddy è scappato. Ha mollato il suo popolo per andare in Russia e, con tutto il rispetto per la Russia (alla quale consiglierei di non fidarsi troppo), è difficile pensare che si sia limitata ad accoglierlo senza fargli neanche un paio di domandine.

Socrate insegna…

Qualcuno potrebbe pensare al mondo ellenico, alla cultura classica dalla quale è sorta la nostra amata società. In particolare verrebbe da pensare a Socrate e alla sua battaglia (una tra le tante) dell’etica contro l’utile. Questo è probabilmente uno dei più grandi insegnamenti che Socrate ci ha lasciato. Decidere di non cogliere un’opportunità di vantaggio e scegliere la via della morte pur di tenere alta la bandiera dei propri ideali di giustizia. Socrate non scappa quando i suoi allievi glielo propongono ma, anzi, dà loro l’ennesima lezione sul perché sia giusto che subisca la punizione da parte del popolo che cercava di proteggere e di far crescere. Socrate non è scappato e per questo motivo ha vinto su tutti, anche sulla morte. Snowden invece è scappato, mettendo ulteriormente in pericolo la sicurezza del popolo che sosteneva e sostiene di proteggere. Risulta difficile definirlo un eroe dopo questa scelta basata sul vantaggio personale e, per quanto riguarda la petizione di Amnesty…tutto sommato mi auguro che a Snowden piaccia la Balalaika.

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Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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