Spazio Kabul

E NELLA BASE DI HERAT SPUNTA UNA MOSCHEA

Il luogo di culto islamico sorge nel cuore della caserma dove è di stanza il contingente italiano in Afghanistan. A ridosso del nuovo aeroporto civile e militare è stato realizzato uno spazio dove iL personale musulmano può pregare.

 

Herat (Afghanistan)- Il minareto è quello di un antico villaggio abbandonato nei primi anni del novecento, quando qui la dominazione era ancora britannica. La pianta dell’edificio, invece, è stata sistemata da meno di un anno ed è pronta a ospitare ogni giorno i fedeli musulmani che a Camp Arena si fermano a pregare. Nulla a che vedere con l’imponente Moschea Blu posta nel centro di Herat, ma ci si accontenta.

La Struttura. Tappeti rossi a terra e una copertura per evitare il freddo della sera e delle rigide giornate invernali. La struttura è frequentata soprattutto dagli uomini dell’Afghan Border Police, una sorta di Guardia di Finanza, che proprio da queste parti svolgono le loro quotidiane attività di addestramento. L’adorazione e preghiera quotidiana è la colonna vertebrale dell’Islam e tutti i musulmani la praticano cinque volte al giorno. Ecco, anche perchè per coniugare le operazioni di training alle esigenze religiose si è pensato di creare una vera moschea.

Secondo l’Islam, la preghiera costituisce un legame diretto fra il credente e Allah, senza un intermediario, cosi uno si rivolge direttamente a Dio. Gli orari delle preghiere cambiano secondo la posizione del sole e anche a Camp Arena si cercano di rispettare tutti i precetti. E’ vero che l’ideale sarebbe pregare tutti insieme nella moschea, ma poichè un musulmano può pregare individualmente e quasi ovunque sia per motivi di spazio sia per non interrompere il regolare corso delle lezioni, nella piccola moschea della base militare si prega un po’ alla volta e a scaglioni.

La Testimonianza. Padre Mariano Asunis è un sacerdote francescano che da oltre un anno vive a Camp Arena. Sa del piccolo edificio che i soldati italiani hanno adibito a moschea e ne parla con entusiasmo: “Ci vuole rispetto- afferma il cappellano militare- io stesso mi prendo cura della pulizia di questa piccola chiesa all’interno della base italiana non credo sia giusto far pulire un luogo di culto a persone che hanno un altro credo”.

Che i segnali di un inizio del percorso di dialogo interreligioso tra fedi e culture diverse muovano i primi passi proprio dall’Afghanistan? Noi lo speriamo.

Ecco le foto INEDITE e ESCLUSIVE della moschea all’interno della base militare italiana a Herat

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Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

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