Oltre 90mila casi dall’inizio dell’anno. L’OMS: «Bisogna intensificare le campagne di vaccinazione».

Copenhagen  – Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) dall’inizio del 2019 sono stati registrati oltre 90mila casi di morbillo nel Vecchio Continente, una cifra che supera già quella riscontrata nel 2018 in cui ne erano stati rilevati circa 84mila. L’allerta è stata lanciata a seguito dell’ultimo rapporto in cui sono state analizzate le situazioni epidemiologiche in 53 paesi europei. È la prima volta dal 2012 in cui quattro nazione europee (Albania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito) hanno perso il loro status di immunità di gregge. Secondo il dottor Gunther Pfaff, a capo della commessione europea per la verifica dell’eliminazione del morbillo e della rosolia, «Se l’alta copertura immunitaria non viene ottenuta e sostenuta in ogni comunità, sia i bambini che gli adulti soffriranno inutilmente e alcuni moriranno tragicamente».

L’ondata del movimento no-vax ha dunque colpito negativamente molti stati europei. Il morbillo è infatti endemico in dodici di essi, tra cui l’Italia, la Francia e la Germania, dove la vaccinazione diverrà obbligatoria a marzo 2020. Solo l’Austria e la Svizzera hanno, in totale controtendenza, avuto l’accesso alla status di “eliminazione” della malattia, avendo dimostrato la totale interruzione della sua trasmissione per almeno 36 mesi consecutivi, entrando così di diritto nel gruppo dei Paesi in cui il morbillo è stato debellati.

L’invito alla vaccinazione da parte dell’OMS si fa sempre più forte e stringente numeri alla mano. Nel 2019 sono stati infatti registrati anche 37 casi di decesso, le vittime sono quasi tutte sotto i 19 anni. Il così alto numero di contagi, ha spinto l’organizzazione ha riconoscere un’emergenza che viene internamente riconosciuta come di Grado 2. Ciò permette la mobilitazione di risorse tecniche, finanziare e umane a supporto dei paesi più colpiti dall’epidemia. Un’allarme che non può, dunque, rimanere inascoltato e richiama l’attenzione di tutti i cittadini europei in difesa della salute di tutti e di ciascuno.

Serena Mauriello