Dossier

DROGA, VIOLENZA E MORTE

Sono tre gli elementi che ci raccontano lo scenario di morte di due dei fatti di cronaca più eclatanti di questa seconda metà del 2018: la storia di Pamela Mastropietro, prima, e quella di Desiree Mariottini dopo.

Adolescenze difficili fatte di storie di bullismo, di droga e sofferenza che di comun denominatore hanno un unico punto di arrivo: la morte. Come non ricordare la storia di Mariam, la 18enne di Ostia picchiata a morte su un bus a Londra da un gruppo di bulle sue coetanee. Motivo dell’aggressione le evidenti origini egiziane della ragazza. O la storia di Michele, ragazzo 17enne che si è ucciso gettandosi da un ponte poiché perennemente deriso dai suoi compagni per i suoi problemi motori alle braccia e alle gambe, dovuti forse ad un vaccino fatto anni prima. L’umiliazione e la brutalità dell’atto di bullismo compiuto dai suoi compagni ha raggiunti livelli umanamente inspiegabile il giorno del funerale del ragazzo, dove un suo compagno, guardando la foto della lapide di Michele ha avuto il coraggio di esordire dicendo “dal vivo non era così bello”.

Anime fragili, travolte da fiumi in piena che non hanno saputo arginare, piuttosto li hanno travolti, lasciandosi alle spalle vuoto e incapacità di accettare che ad oggi siano queste le realtà che vivono il Paese.

La storia di Pamela

E ad incontrare lo stesso destino sono state anche Pamela e Desiree, entrambe giovani ragazze intrappolate nel vortice della droga, dipendenza per la quale hanno perso la vita. Pamela scappata dal centro in cui si trovava per disintossicarsi è finita nelle mani di esponenti della mafia nigeriana. Una storia quella di Pamela che ha sin da subito sensibilizzato l’opinione pubblica per l’efferatezza con cui si è conclusa. La ragazza, infatti, è stata drogata, violata e dopodiché martoriata. Ed è di poche settimane fa la notizia che ha raggelato il sangue; pare che Pamela sia stata fatta a pezzi quando ancora era viva, i suoi resti distribuiti in due trolley per poi essere dispersi nelle campagne di Macerata, altri gettati nel water e altri probabilmente ingeriti. L’accusa per Innocent Oseghale è quella di omicidio volontario aggravato, vilipendio, distribuzione di cadavere e violenza sessuale. Il processo in Corte d’Assise si aprirà il prossimo 13 febbraio, quando finalmente giustizia per Pamela sarà fatta.

E quella di Desiree

Per Desiree pare invece che giustizia non sia ancora stata fatta. La ragazza di Cisterna di Latina era finita anche lei sotto la morsa della tossicodipendenza che l’ha portata ad entrare in un giro di pusher della zona di San Lorenzo a Roma. Ed è proprio in uno stabile di Via dei Lucani che il suo corpo senza vita viene ritrovato. Una storia ancora non del tutto chiara quella di Desiree; secondo quanto raccontato da una sua amica, pare che la ragazza fosse entrata nel palazzo proprio in cerca di droga, ma quello che le viene offerto è un cocktail di cocaina, eroina e farmaci che le provocano perdita dei sensi, a cui segue lo stupro e il supposto omicidio volontario. Tutto era organizzato; già la sera prima un ragazzo avrebbe tentato di stuprare Desiree che racconta tutto all’amica. Ed è proprio la sua amica che il giorno della sua morte la invita ad andare via da quel covo dove la situazione stava degenerando. Ma Desiree non l’ascolta, lei vuole rimanere li.

A distanza di due mesi nel quartiere poco è cambiato: ora la movida è praticamente sparita, le strade prima affollate dagli studenti universitari ora sono desolate, ma rimane ancora semplice comprare hashish e cocaina. Tutte le promesse politiche fatte sul palco del cordoglio sono dunque rimaste solo promesse.

Francesca Interlandi

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Francesca Interlandi

Ha iniziato con KIM la sua carriera giornalistica. Un amore nato da piccola, dalla passione per la scrittura che le permetteva di esprimere quello che a parole non riusciva a comunicare. 24 anni, è laureata in Informazione, Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha collaborato come stagista in una redazione giornalistica, scrivendo di eventi, cinema e cucina; ma ciò che la affascina davvero sono le storie di fatti reali, meglio se poco conosciuti.

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