Editoriali

DRAGON TRAINER: QUANDO IL CINEMA INSEGNA

How to Train Your Dragon, conosciuto in Italia con il titolo Dragon Trainer, è un film d’animazione del 2010 diretto da Chris Sanders e Dean DeBois e prodotto dalla DreamWorks Animation. Acclamato dalla critica e largamente apprezzato dal pubblico (tanto da aver permesso un seguito, Dragon Trainer 2), il film di Sanders e DeBois rappresenta un ottimo esempio di come un film d’animazione possa portare in sé un bagaglio di messaggi e insegnamenti non indifferente. La storia, legata alle vicende che accompagnano il giovane Hiccup (figlio del capo di un clan vichingo), si basa fondamentalmente sugli sforzi di quest’ultimo nel ricercare un differente approccio ad un grave problema con cui i vichinghi hanno a che fare: i draghi. Se generalmente i vichingi combattono i draghi, Hiccup sfrutta il suo tempo a cercare soluzioni alternative che non contemplino necessariamente l’uccisione delle bestie. Atteggiamento questo che gli vale costanti prese in giro da parte dei compagni ed il biasimo del padre. Il giovane vichingo, però, grazie alla sua tenacia, alla sua inventiva e alla sua sensibilità riuscirà infine a divenire colui che riuscirà a dare una svolta all’eterna lotta tra vichinghi e draghi, trasformando il conflitto in amicizia e cooperazione.  

La storia, come già accennato è densa di messaggi interessanti. In primis il fatto che Hiccup, con il suo modo di fare, la sua empatia e le sue speranze, incarni la mediazione ed il dialogo, nonché, il pensiero creativo che permette alle persone di vedere le cose in maniera diversa. Riuscire a vedere le potenzialità del dialogo di fronte ad una situazione conflittuale, comprendere come ciò che apparentemente sembra un nemico (o meglio, il peggiore dei nemici) possa in realtà divenire il più forte degli alleati, accettare che la battaglia non rappresenti l’unico modo di risolvere una situazione apparentemente insanabile, sono solo alcuni degli insegnamenti che Dragon Trainer offre. Volendo azzardare un’interpretazione legata ad un punto di vista più simbolico (per così dire) si potrebbe addirittura paragonare il combattere i draghi come la lotta dell’uomo contro i propri demoni interiori, contro le proprie paure e insicurezze; lotta che, legandosi ad alcune filosofie orientali, si conclude definitivamente nel momento in cui paure e demoni interiori vengono trascesi e, così, accettati. In questo caso, cavalcati.

Dragon Trainer è insomma un film di un certo spessore da consigliare tanto ai piccoli quanto agli adulti, da vedere almeno una volta e, nel caso, rivedere.

Federico Molfese

Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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