LA CONSEGNA DEGLI STORICI PREMI CINEMATOGRAFICI IL 1° LUGLIO NELLA CITTÀ DEL G7, TAORMINA. FAVORITA TRINCA MIGLIORE ATTRICE, RICONOSCIMENTI GIÀ CONFERITI A SORRENTINO E SICILIAN GHOST STORY

Roma – Pochi giorni fa, presso il MAXXI della Capitale, sono state annunciate le candidature ai Nastri d’Argento 2017. La cerimonia ufficiale avrà invece luogo nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina – città che da poco, lo scorso maggio, ha ospitato il G7 – il 1° luglio. Già premiati i registi Paolo Sorrentino, a cui è stato conferito un premio speciale per la sua The Young Pope, serie televisiva di cui vedremo probabilmente presto una seconda stagione, e che sta lavorando al prossimo film dal titolo Loro, incentrato sulla vita di Silvio Berlusconi; Roberto Faenza, nastro speciale alla carriera, visto quest’anno col suo La verità sta in cielo, con cui è tornato a parlare della misteriosa sparizione di Emanuela Orlandi; infine Giuliano Montaldo, premiato in qualità di attore nel film Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni.

A contendersi però i principali riconoscimenti saranno tre registi e tre film. Parliamo di Edoardo De Angelis con Indivisibili, che ha già ottenuto diversi premi nella recente edizione dei David di Donatello; Gianni Amelio con La Tenerezza, pellicola ambientata a Napoli e tratta dal romanzo La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, con un cast stellare che al fianco del protagonista Renato Carpentieri vede anche Giovanna Mezzogiorno, Elio Germano e Micaela Ramazzotti; Sergio Castellitto, nelle sale tuttora con Fortunata, scritto dalla moglie Margaret Mazzantini e di ritorno dal Festival di Cannes, nel corso del quale si è aggiudicato il prestigioso premio Un Certain Regard per la migliore interpretazione femminile, conferito quindi a Jasmine Trinca. E proprio l’attrice romana è la super favorita per la vittoria nella medesima sezione dei Nastri d’Argento. Ma tra gli altri lungometraggi nominati, merita poi una menzione speciale Sicilian Ghost Story, della coppia Grassadonia e Piazza, per il quale sono stati  premiati Luca Bigazzi, miglior direttore della fotografia, e Marco Dentici, miglior scenografo.

Il film racconta di Giuseppe, tredicenne che viene rapito dalla mafia (e che richiama alla mente il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso brutalmente nel 1996 poiché figlio di Santino, mafioso e successivamente collaboratore di giustizia) e della sua compagna di classe Luna, da sempre innamorata di lui. Una pellicola che oltretutto ci riporta all’attualità delle ultime ore. Quelle in cui la Cassazione ha chiesto per il boss ottantaseienne Totò Riina – pur nella consapevolezza del suo “spessore criminale” – una “morte dignitosa”. Andrebbe infatti stabilito se quest’ultimo “possa ancora considerarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute”. Dunque ore in cui gli interrogativi su ciò che è giusto fare tornano drammaticamente a moltiplicarsi, e l’indignazione sale visto che secondo quanto dichiarato al Corriere della Sera dal procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, Riina sarebbe ancora il capo di Cosa Nostra.

Simona Cappuccio