Da ‘dietro le serrande’ della Chiesa San Vincenzo De Paoli don José e don Franco incontrano le realtà sociali

DON FRANCO:INNAMORIAMOCI DI NUOVA OSTIA

Tuona il responsabile della Commissione Carità e Territorio:“Basta eventi, sfilate per le strade e passarelle a Piazza Anco Marzio: tutti i giorni tra i quartieri e in mezzo alla gente”

 

Lo aveva preannunciato il Vescovo Paolo Lojudce, intonando proprio qui il ‘Te Deum’ (millenaria preghiera di ringraziamento a fine anno e inizio del nuovo), un ruolo principe in Ostia Lido per la Chiesa San Vincenzo de Paoli, la parrocchia ‘povera’, dietro le serrande, tra i condomini di nuova Ostia. Lo aveva ripetuto il Cardinale Vicario di Papa Francesco Agostino Vallini – “Gesù non è un fantasma”, chissà forse proprio riferendosi alla scritta sopra l’immagine del Cristo sulla serranda, all’ingresso della Chiesa –  parlando di un’attenzione particolare rivolta a questa ‘periferia fisica ed esistenziale’ nell’omelia della visita alla Prefettura locale la Chiesa Sant’Agostino Vescovo,quartiere Stagni di Ostia, e preannunciando il prossimo arrivo di un modulo abitativo per implementare le attività parrocchiali a favore della gente della zona. “Aspettiamo la Chiesa fin da quanto eravamo bambini”, esprime commossa una parrocchiana di Nuova Ostia vedendo tutta quest’attenzione nei locali ‘sgarrupati’ di San Vincenzo.

 

Maggiore attenzione, verso l’ecclesia, verso la gente: lo ‘tuona’ oggi don Franco de Donno,  con il fragore della parola ‘Amore’ (“…innamoriamoci di Nuova Ostia”), responsabile della Commissione Carità e Territorio della Prefettura diocesana locale, inivitato dal Parroco don José, di fronte ad una platea di realtà sociali ‘di prossimità’, in prima fila la Comunità di Sant’Egidio: “basta passerelle a piazza Anco Marzio: innamoriamoci di Nuova Ostia, stiamo tra le strade, i quartieri, in mezzo alla gente, tutti i giorni.”

 

Don Franco e don José, è davvero particolare che ad essere presenti uno a fianco all’altro in questo messaggio al quartiere siano proprio questi due Sacerdoti, considerando i due percorsi così diversi ma per questo così riccamente complementari; si ritrovano spalla a spalla don Franco così storicamente ‘missionario’ e don José una vita sulla via del cammino Neocatecumenale. C’è davvero da aspettarsi che l’azione dello Spirito Santo voglia veramente abbracciare tutta Ostia e il suo Territorio.

 

GETTIAMO UNA RETE LOCALE, L’AZIONE SOCIALE: IL REALE QUOTIDIANO E  PROSSIMO

 

Negli incontri le varie realtà  che costituiscono una  galassia di gruppi, associazioni, volontari, professionisti anzitutto ‘mappano’ il territorio; la presentazione delle singole mission costituisce una rete di solidarietà spontanea. Si costituisce una mappatura che è anche individuazione dei problemi. Successivamente si struttureranno strategie d’intervento, progettualità e programmi. La presenza a questi incontri anche di alcuni assistenti e operatori sociali rappresenta la garanzia di collegamento con le Istituzioni.

 

Per riuscire a creare delle relazioni funzionali alla risoluzione dei problemi occorre che ci ‘si ami’, da qui deriva la fattibilità della rete e il quartiere ‘tutto’ potrà averne beneficio.

 

Il coinvolgimento dei giovani è fondamentale. Saranno presenti all ’incontro diversi gruppi ad iniziare dall’ Alternativa e dai Giovani di Libera ma passando anche alla proposta che si fa sempre a tutti i gruppi parrocchiali delle chiese vicine. In questo senso questo COORDINAMENTO NUOVA OSTIA beneficia del collegamento preferenziale con la COMMISSIONE CARITA’ E TERRITORIO (Prefettura 26ma Diocesi di Roma) e sua volta con la realtà inter associativa e inter istituzionale costituitasi nella Rete Territoriale ‘OSTIA: IO CI SONO’ nella quale presenziano anche le Istituzioni Politiche, delle Forze dell’Ordine, Sociali, e le Autorità Ecclesiastiche nella pesona del Vescovo di zona Roma Est e Ostia. 

 

Ad arricchire il tessuto connettivo, a livello educativo e pedagogico, tra popolazione locale e competenze professionali è la presenza di una realtà sempre più qualificante e qualificata  dei MAESTRI DI STRADA dell’Associaizone MANES. Il ruolo di Educatività di Strada è  infatti fondamentale per essere presenti per i quartieri, le strade, le piazze, i condomini, i palazzi entrando in collegamento con gli Insegnanti e la Scuola.

 

I prossimi incontri, a iniziare da quello del , indagheranno il territorio di Nuova Ostia dal punto di vista delle ‘Sofferenze’, i ‘bisogni’ per capire quali possano essere e quindi organizzare progettualità ed eventi della Rete ad iniziare dal Banco Alimentare con il quale aiutare sia i cittadini in difficoltà sia le realtà commerciali che possono accostarsi alla solidarietà. Appuntamento dunque al BANCO ALIMENTARE  SABATO 18 FEBBRAIO dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di fronte alla CONAD divia Umberto Cagni.

 

Tornare dunque ad essere vicini alla gente creando sinergie anzitutto con le Istituzioni, con la Scuola, le Comunità Ecclesiali, le Associazioni, le Professionalità di prossimità.

 

 

LA RIFLESSIONE SUL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE E PROGETTARE IL FUTURO

 

Un messaggio molto forte dalla Chiesa San Vincenzo de Paoli, da don Josè e da don Franco Sacerdote più ‘Social’ del Territorio, punto di riferimento decennale di cittadini ostiensi da generazioni; un invito determinato verso un ‘fare pratico e continuativo’ che forse risponde allo slogan ‘Gesù non è un fantasma’; una presa di posizione di don Franco che sembra prendere le distanze da un modo di affrontatare l’ambito del volontariato, soprattutto in riferimento a quello giovanile, in maniera troppo ‘politica’ nelle due declinazioni in cui essa si estremizzi, per un verso populista nelle sedi di partito e nelle aule istituzionali del Municipio, per l’altro in maniera oligarchica selettiva ed elittaria nelle stanze dei bottoni lontante dal Territorio vicino alle lobby. Prendere le distanze insomma da due derive che, si direbbe, distaccano dalla gente, dalla popolazione in genere.

 

Nell’espressione di don Franco forse è possibile leggere tra le righe anche una critica, nemmeno non troppo celata, sia verso le compagini politiche di quella sinistra intellettuale e radical chic’ che avrebbe ‘tradito’ la sua mission popolare e i valori costituenti per applicare,con una certa ipocrisia, ne più ne meno la stessa logica imprenditoriale che per anni andava  attaccando, sia quelle realtà dei Servizi Sociali, professionali e pubblici, che fino a qualche anno fa finalizzava progettualità municipali in kermesse nella piazza/agorà del Municipio, ‘Piazza Anco Marzio’, certamente un luogo NON rappresentativo del Territorio quanto invece specchietto per una ‘movida lidense romana’ tanto sui generis quanto lontana dal vissuto reale e quotidiano.

La parola dunque all’Amore per Nuova Ostia affinché da qui si possa edificare un’Ostia Nuova, riuscire a incontrarsi, dialogare, sebbene nelle grandi differenze culturali; riuscire così a dissipare le nebbie che hanno visto la gente e chi vuole prendersene cura nella realtà del quotidiano perdersi di vista, allontanarsi. Innamorarsi di Nuova Ostia come Cristiani, come Sacerdoti, Re e Profeti, con un ruolo dunque ‘pubblico’ ma pur mantendo quella ‘riservatezza’ necessaria a chi lascia fare a Dio anzitutto, con un timore che non è tremore, ma rispetto. Agire come ci ricorda il nostro Battesimo, sporcarci le mani, spenderci, metterci in gioco: ecco quello che va fatto aldilà di qualsiasi separazione e logica strutturale.