Nella tutela dei diritti umani, in Italia i problemi sono nell’accoglienza dei migranti. Ecco l’Annuario del 2015, realizzato dall’Università di Padova. Alla presentazione anche Laura Boldrini

Roma- I diritti umani hanno conosciuto un percorso complesso che parte dalla “prima e seconda generazione” – vita, libertà, lavoro, sicurezza, opinione – fino alla “terza e quarta generazione”, di carattere economico, ambientale, sociale, culturale: la loro tutela ormai riguarda ogni aspetto di vita quotidiana, ma non sempre è rispettata. La legislazione infatti non è omogenea e uno dei problemi più complessi è l’adattamento, ovvero la capacità dell’ordinamento nazionale di assorbire e attuare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. A dare una fotografia della tutela dei diritti umani in Italia è l’Annuario del Centro per i Diritti Umani dell’Università di Padova, presentato dal professore Antonio Papisca in Senato mercoledì 16 settembre, alla presenza del presidente Laura Boldrini.

L’ITALIA E I DIRITTI UMANI NEL 2015 Secondo l’Annuario, dalla fine del 2014 l’Italia è stata sottoposta a una serie di esami da parte del Consiglio per i diritti Umani dell’Onu. I risultati sono inequivocabili: la tutela deve essere potenziata in tutti i settori e per questo gli esperti Onu hanno espresso al governo 186 raccomandazioni di cui il 70% sono determinate da carenze e criticità in temi come la discriminazione razziale (18%), assenza di enti e piani nazionali (13%), diritti di migranti (10,7%), diritti delle donne (9,6%), diritti delle minoranze (8,6%). Su 186, il governo ha accettato 177 raccomandazioni, già in fase di adattamento. Tra le richieste del Consiglio anche la creazione di un’Agenzia nazionale  indipendente per tutelare i diritti civili e individuali: il disegno di legge è attualmente all’esame della Commissione.

L’IMPEGNO DELLA SOCIETA’ CIVILE IN ITALIA Secondo Marco Mascia, direttore del Centro per i diritti umani dell’Università di Padova, è necessario favorire la presenza di strutture come l’Agenzia indipendente, per garantire la tutela, monitorare e prevenire eventuali violazioni. In Italia è molto attivo il mondo dell’associazionismo e del volontariato, ma anche a livello istituzionale, specie regionale, stanno diventando sempre più importanti figure come il “Difensore civico” o il Tutore pubblico, che hanno il compito di tutelare interessi e diritti della collettività. Non stupisce dunque che per quanto riguarda l’adattamento, il sistema italiano è considerato uno dei più ricettivi in Europa al punto che il governo ha potuto respingere nove raccomandazioni, tra cui l’esortazione a ratificare la convenzione sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti, già garantita dal quadro nazionale.

RAPPORTI: TRATTA DI ESSERI UMANI E LIBERTA’ DI OPINIONE Secondo l’Annuario, sono stati due i rapporti e le ispezioni sul territorio italiano effettuate dagli esperti Onu nell’ultimo anno. Il primo è sulla tratta di esseri umani in Italia: secondo il relatore Onu, Joy Ngozi Ezeilo, il fenomeno è in continuo aumento e coinvolge prevalentemente donne dalla Nigeria e dall’Europa orientale. Ezeilo riconosce che l’Italia presenta un’adeguata legislazione, però lamenta la mancanza di un piano d’azione contro il fenomeno e scarsa attenzione alla protezione delle vittime. Il secondo rapporto è sulla libertà di opinione ed espressione: il relatore, Frank La Rue, invita il governo italiano a democratizzare il sistema mediatico, distribuendo equamente le concessioni per le frequenze e ampliando la normativa sull’accesso all’informazione.

Presentazione Annuario Diritti Umani in Italia

Presentazione Annuario Diritti Umani in Italia

DIRITTI UMANI E DIRITTI DEI MIGRANTI Un capitolo a parte merita il capitolo sui diritti dei migranti. Secondo l’annuario, gli esperti Onu puntano il dito sull’eccessivo ricorso a pene detentive e sul sovraffollamento nelle carceri, minori inclusi, oltre che sul problema della durata e delle condizioni  di detenzione nei Centri “Cara”. Ma non è tutto. Secondo il relatore Francois Crepeau, l’Italia dovrebbe applicare di più il principio di non respingimento alle frontiere ed effettuare, nei centri di accoglienza, valutazioni che tengano maggiormente conto delle vulnerabilità del migrante. Infine, deve migliorare la tutela di gruppi a rischio come i minori non accompagnati, e concludere l’iter di tre proposte di legge sull’introduzione del reato di tortura, l’adozione di una legge sulla diffamazione, la protezione delle comunità rom e sinti.

Salvatore Giuffrida