Pianeta Cultura

Dior e il femminismo italiano anni ’60

Fortemente ispirata alla personalità e all’ arte femminista italiana degli anni ’60 e ’70, Maria Grazia Chiuri– direttrice creativa della maison francese – traccia un percorso iniziatico verso l’assertività, attraverso l’arte e la moda.

Una forte riflessione sul collegamento tra corpo, femminilità e femminismo, ecco cosa ispira la collezione autunno-inverno 2020-2021 di pret a porter di Dior.

Pois e quadri, gonne a pieghe, frange, plissè, bianco e nero, modellano tutti i capi della collezione, simbolo liberazione e libertà.

La scenografia della sfilata, progettata dall’artista Claire Fontaine, canta le parole di “I say I”– dal manifesto “Io dico Io” – della critica d’arte e nota femminista Carla Lonzi.  La passerella è stata interamente coperta dalle pagine del quotidiano Le Monde, nella nuova versione del Newsfloor: Le Monde pixélisé.

Per la collezione ready-to-wear autunno-inverno 2020-2021, Maria Grazia Chiuriha disegnato un vero e proprio atlante delle emozioni attraverso il suo diario adolescenziale. Appaiano immagini di attrici e anche due foto della madre che hanno rappresentato un modello per gli appassionati del laboratorio Dior. La couture di sua madre e l’art director, hanno sempre utilizzato la moda per affermarsi e ribellarsi, portando ad un vero e proprio nuovo dizionario fashion di Dior in cui spiccano i jeans nei colori delle piastrelle che amava il signor Dior.

Una collezione perfettamente equilibrata fatta di piastrelle che conferiscono un tono giovane, portano un tocco di fantasia elegante e rilassato, insieme alla giacca da marinaio e le gonne a pieghe e ai piccoli colletti con lacci.

A far da protagonisti, però, sono i pois: una sciarpa trovata negli archivi Dior, diventa il focus degli abiti mettendo in passerella le infinite possibilità di questa stampa. Le frange diventano ornamento in movimento sulle gonne. La maglia diventa complice perfetta di tutti gli elementi basic di un guardaroba come giacche, maglioni, gonne e pantaloni. La  sfilata ha coinvolto la mostra che Claire Fontaine ha esposto sia alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea che a Roma, e che ospita gli archivi di Carla Lonzi.

La Lonzi è una figura decisamente carismatica, prima di impegnarsi nella rivolta femminista era critica d’arte; la bellezza e la conquista del bello sembrano far parte del suo essere.

“Io Dico Io – I Say I 4”, è il titolo della mostra sostenuta da Dior e dedicata all’arte femminile italiana. Il concetto femminista e femminile diventa il punto di partenza per tutta una serie di frasi simili a manifesti e pronunciare queste parole in inglese – “I Say I”– entrando nella parata, fa emergere la storia di un’ assertività potente. Le parole diventano il simbolo di una gioia del tutto singole, un modo nuovo e del tutto creativo per affrontare le molteplici sfumature della femminilità.

La mostra “Io Dico Io – I Say I” si terrà dal 23 marzo al 21 giugno 2020 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

 

 

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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