Cronaca di una storia tutta alla rovescia: esodo lavorativo da una società in attivo.

Roma – Questa è una storia, una storia che contiene molte domande e anomalie, che coinvolge, sconvolge e travolge la vita di tante persone e famiglie, è accaduta realmente e continua ancora. Una storia che parla di lavoro e, quindi, di dignità.

Una storia diversa da molte altre, la protagonista di questa storia non è un’azienda che affronta collassi economici, tracolli in borsa, chiusure di impianti, decentralizzazioni, fallimenti, al contrario è un’azienda fiorente, leader nel settore.

Tutto inizia nel dicembre 2016.

LeasePlan Italia è una società di noleggio auto a lungo termine che detiene una fetta di mercato pari al 19% con 113 mila vetture, un fatturato in attivo di circa 800 milioni di euro per 550 dipendenti circa. Un colosso! Ne va fiero il direttore del personale Francesca Volpicelli ed ancora di più il suo amministratore delegato, Alfonso Cordero Martinez.

Mentre LeasePlan festeggia il Natale, chiamando Neri Marcoré a far da testimonial, in un lussuoso ristorante nel centro storico di Roma… un vero clima natalizio…

… improvvisamente, tra dicembre 2016 e gennaio 2017, n° 43 dipendenti firmano le risoluzioni consensuali di cessato rapporto!

43 persone, un numero enorme, si dimettono improvvisamente tutte assieme! Un fatto anomalo senza precedenti, soprattutto in questi anni in cui il lavoro è uno dei beni più preziosi e il traguardo più difficile da raggiungere. Tra questi ci sono categorie protette e donne in maternità, che normalmente cercano di conservare il loro posto di lavoro piuttosto che lasciarlo. Alcuni tra loro, inoltre, sono marito e moglie, entrambi dipendenti della LeasePlan: uno rimane e l’altro si dimette.

Ripetiamo, 43 persone, tutti con contratto a tempo indeterminato, con articolo 18, lasciano una società da 800 milioni di euro di fatturato, tutte assieme e tutte nello stesso periodo!

Un fatto che difficilmente ci spieghiamo…

Ma non è finita qua!

Il giallo si infittisce sempre di più…

Neanche un mese dopo arriva un licenziamento per giusta causa, poi ad agosto un altro licenziamento, sempre per giusta causa.

Tutto succede nel giro di pochissimi mesi, forse una conseguenza? Forse alle 43 persone era stato paventato tutto ciò, e allora hanno preferito dimettersi?

Non lo sappiamo ancora, ma di certo questi numeri e questi eventi sono veramente strani ed anomali. Incutono timore e paura, come davanti ad un uragano, un evento traumatico che spezza vite di esseri umani.

Ma, purtroppo, non è ancora finita, continua la storia…

Da marzo 2017 LeasePlan ha assunto fino ad oggi una cinquantina circa di persone, ma per far fronte ad un’altra trentina di dimissioni volontarie. E le sigle sindacali, presenti all’interno della società, Cgil, Cisl e Uil, non hanno attuato nessun piano, nessuna organizzazione, sciopero e comunicato davanti a ciò. Perché? Tutto tace, ma nel giro di pochissimi mesi si sono dimesse volontariamente troppe persone e di una società in attivo… Che considerazioni trarne?… una società in attivo che presenta così tante dimissioni volontarie, in un arco di tempo tanto ristretto…

Sempre nel 2017 LeasePlan Italia sposta la sede legale a Trento, nella regione autonoma, il cui statuto speciale prevede meno tasse, ovvero meno soldi alla sanità, alla scuola pubblica, alle Forze dell’Ordine, allo Stato ed anche in questo caso, sempre volontariamente, alcuni dipendenti di Roma, nati a Roma, con parenti, amici, figli e famiglie a Roma, si trasferiscono a Trento…

Che nome possiamo dare al loro operato, alla loro condotta etica e policy? Come viene considerato il lavoratore? Le persone e le loro famiglie? Davanti a ciò, come si potrebbe definire la visione antropologica che hanno dell’uomo?

A questo punto, come interpretare il loro motto: it’s easier to LeasePlan?

                                                                                                                                 Emanuele Cheloni