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DEI GOLDEN GLOBE E ALTRE SERIE TV

DURANTE L’ULTIMA EDIZIONE DEI PREMI CHE PRECEDONO GLI OSCAR VINCONO A MANI BASSE LA LA LAND, ELISABETTA II E SARAH PAULSON PER IL CASO O.J. SIMPSON

Beverly Hills (Los Angeles) – Come è noto, nel cinema i Golden Globe sono considerati un’anticipazione di ciò che accadrà nella notte degli Oscar. E stando ai riconoscimenti ottenuti poche settimane fa La La Land, interpretato da Ryan Gosling ed Emma Stone per la regia di Damien Chazelle, già autore del premiatissimo Whiplash nel 2014, si appresta ad annientare la concorrenza il prossimo 27 febbraio.

Tuttavia, l’ultima edizione dei Golden Globe ha contemporaneamente ribadito il successo di due serie televisive, delle quali abbiamo già avuto modo di parlare in precedenza: ovvero Il caso O.J. Simpson, che a partire da lunedì 16 gennaio viene trasmesso da Rai 4 in prima serata, e per il quale è stata premiata Sarah Paulson, in qualità di migliore attrice per una mini-serie; e The Crown, drama dell’anno incentrato sulla vita di Elisabetta II. Parlando di quest’ultimo, inoltre, sarebbe il caso di soffermarsi ancora una volta sul successo di Netflix, che continua a sfornare prodotti di qualità assai apprezzati dal pubblico. Tra questi, dunque, proprio la prima costosissima stagione, in dieci episodi, della serie diretta da Stephen Daldry, regista di pellicole come The Hours e The Reader – A voce alta, per la quale Kate Winslet vinse il suo primo Oscar come migliore attrice protagonista.

The OA
The OA

Durante l’evento però – e si tratta di un indispensabile riferimento all’altra serie, sempre trasmessa da Netflix, di cui ci apprestiamo a parlare – a colpire è stata la calorosa accoglienza riservata a Brad Pitt, fresco di divorzio da Angelina Jolie. L’attore è infatti tra i produttori dell’enigmatica The OA. Se il titolo non vi dice nulla, ma avete seguito puntata dopo puntata Stranger Things, apprezzandone il mistero, sappiate che le vicende di Prairie Johnson (una giovane cieca che riappare dopo sette anni dalla sua scomparsa e quasi per miracolo riacquista la vista, all’improvviso) vi terranno letteralmente incollati allo schermo.

Ma, sempre grazie a Netflix, arriva una sorpresa per gli amanti del cinema di Tim Burton. Stiamo parlando di Una serie di sfortunati eventi, basata sui romanzi per ragazzi di Lemony Snicket, in cui i critici hanno intravisto anche riferimenti a Wes Anderson. La serie, che segue in ordine di tempo il film omonimo con Jim Carrey, è disponibile dal 13 gennaio scorso. A prestare il volto al Conte Olaf, cattivissimo antagonista dei fratellini Baudelaire, è Neil Patrick Harris. Che la sua ultima interpretazione sia destinata a diventare un cult al pari di quella realizzata in How I Met Your Mother? Con ogni probabilità, sì.

Simona Cappuccio

Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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