Girando su internet si è spesso portati a pensare di avere tutta l’informazione globale a portata di mano. Basta digitare qualche parola chiave ed ecco un’apparentemente infinita quantità di dati messi a disposizione dell’utente.

Il flusso di dati che circola sul Web, si sa, ha dell’incredibile. Chiunque abbia avuto modo di fare qualche ricerca su un motore di ricerca qualsiasi (Google, Yahoo, Bing e molti altri) conosce molto bene questa realtà. Se solo per un attimo si provasse a immaginare le differtenze che intercorrono tra oggi ed il periodo in cui per avere qualche informazione si era obbligati a fare un salto in una biblioteca, in un’emeroteca o a consultare un’inciclopedia, ben si può comprendere come sia naturale che il Web di tutti i giorni, quello accessibile attraverso i comuni motori di ricerca, appaia effettivamente come un bacino di conoscenza dalle dimenzioni pressocché infinite. Ciononostante è bene essere a conoscenza del fatto che solo l’1% dei documenti presenti sul Web sono effettivamente indicizzati dai motori di ricerca. A tutti gli effetti, il Web classico, quello presentato attraverso i comuni motori di ricerca, rappresenta a tutti gli effetti solo la punta dell’iceberg di quello che è realmente il Web. La domanda sorge spontanea: dov’è l’altro 99%? Ebbene, è proprio questo 99% di dati che, fondamentalmente, rappresenta il Deep Web. Detto in soldoni, trattasi di siti “nascosti” in quanto non possono essere rintracciati attraverso le normali ricerche su internet. Oltre al Deep Web (che appunto fa riferimento a tutti i siti non ancora indicizzati,  a pagine web a contenuto dinamico e a  web software e siti privati aziendali) vi è poi il Dark Web, irragiungibile attraverso una normale connessione ad internet e che necessita di software particolari per poter essere navigato.

Per farsi un giro in questo mondo nascosto è necessario utilizzare tecniche di anonimazione, ovvero, bisogna utilizzare particolari software capaci di nascondere il proprio IP (Internet Protocol address). TOR, The Onion Router, è probabilmente il più famoso strumento utilizzato per nascondere la propria identità. A causa di questa possibilità di rendersi anonimi, molto spesso, la navigazione nel Deep Web, e così, nel Dark Web, ha lo scopo di compiere azioni illegali per le quali, appunto, serve una certa privacy. Non sono rari i casi in cui il DW sia stato utilizzato per la compravendita di droga, armi e quant’altro. Probabilmente il caso più famoso è quello di Silk Road: un sito che funzionava grazie alle capacità concesse da TOR e all’interno del quale veniva effettuata la compravendita di prodotti considerati di contrabbando nella maggior parte del mondo. Silk Road alla fine è stato chiuso dall’FBI ed il responsabile arrestato, ciononostante, il Deep Web esiste ancora come daltronde esistono ancora (e per ora continueranno ad esistere) altri Silk Road.

Federico Molfese