Storie dall'Italia

De Magistris-Saviano, una polemica inutile

ROMA – In un Paese come il nostro, dove il gioco del calcio impera (forse meglio dire imperava). Dove “chi non salta è”… dell’opposta fazione, arriva la querelle a colpi di post su facebook tra Roberto Saviano e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Mancava a completare il guazzabuglio all’interno dei social; mancava per condire questi giorni di inizio d’anno e mancava per tenere alti i toni che, diciamolo pure, sono diventati esasperanti.
Chi ha vinto? Nessuno.
Da un sindaco, un primo cittadino, di una città così bella e ricca di storia, così martoriata, “carta sporca” ma con “a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca’ nun si sulo” non ci si possono aspettare parole così aspre: “Caro Saviano – scrive De Magistris su FB – ogni volta che a Napoli succede un fatto di cronaca nera, più o meno grave, arriva, come un orologio, il tuo verbo, il tuo pensiero, la tua invettiva: a Napoli nulla cambia, sempre inferno e nulla più. Sembra quasi che tu non aspetti altro che un fatto di cronaca nera per godere delle tue verità. Più si spara, più cresce la tua impresa”.
Quantomeno ha esagerato.

Allo stesso modo da uno scrittore che con i suoi libri ha denunciato persone e situazioni non solo nel capoluogo partenopeo ma in tutta Italia, che vive sotto scorta da un decennio, non ci si aspettavano toni così accesi nei confronti di alcuni conterranei che, ancora su facebook lo hanno apostrofato in malo modo: “La paranza dei bambini”, ha scritto Saviano su FB, “ha sconvolto le classifiche e io stesso, che ci avevo creduto e lavorato, non mi aspettavo un simile risultato. Essere primo, e avere sotto il gigante Harry Potter, mi fa una certa impressione. Scegliere un libro significa offrire o ritagliarsi del tempo da trascorrere approfondendo, immaginando e scavando dentro se stessi”.
Giusto. Conoscere una realtà così sconvolgente (ma era poi così tanto sconosciuta?) come quella della manovalanza minorile della quale si servono le associazioni criminali, è un fatto positivo.
Questa città non è cambiata” afferma ancora lo scrittore “illudersi di risolvere problemi strutturali urlando al turismo o alle feste di piazza è da ingenui. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore diventa connivenza“.
Certo, quanto accaduto al mercato della Duchessa con gli spari contro ambulanti abusivi e con le pallottole che feriscono una bambina di 10 anni è gravissimo. Assurdo.

Se è vero che giornalisticamente parlando, fa più notizia “un padrone che morde il cane” che viceversa, non sarebbe arrivato finalmente il momento di raccontare anche il bello che c’è? Perché, c’è. Come quei ragazzi di un quartiere di Napoli, la stessa città di De Magistris e Saviano, che sotto la guida di uno splendido maestro di musica, hanno formato un’orchestra e hanno scoperto “il bello che c’è” e che sono stati ospiti alla fine di dicembre dello show del cantautore Mika.

E a proposito di web e di stampa, ecco Beppe Grillo che propone una giuria popolare alla quale sottoporre articoli di giornale e servizi di telegiornali.
Non è certo sparando nel mucchio che si contribuisce al miglioramento di una situazione. E nemmeno correggendo il tiro dopo qualche ora.
Dice un vecchio proverbio, “cosa fatta capo ha” (una cosa fatta non può essere disfatta). Come dire, con un altro proverbio: prima di parlare “conta fino a dieci”.
Diceva un grande napoletano, Totò, queste sono “pagliacciate”.

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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